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giovedì 29 dicembre 2016

Qualcosa di "Nuovo"


Arriva un nuovo anno


Tante pagine bianche da scrivere, tante nuove opportunità. Si aspetta la mezzanotte per buttare via il vecchio e accogliere il nuovo. È il desiderio di cambiare qualcosa, di cancellare tutto quello che non ci è piaciuto. C’è chi consulta gli oroscopi sperando in un anno più fortunato e chi invece fa un bilancio di quello che è stato, per non dimenticare ciò che esperienze o persone hanno insegnato ad ognuno e all'umanità. Si immagina quello che potrebbe essere o si desidera realizzare.

Come possiamo regalarci qualcosa di nuovo?

Se "innovare" vuol dire…

1 Introdurre qualcosa di nuovo: il Vecchio e il Giovane

Per il dizionario Garzanti è mutare il sistema introducendo qualcosa di nuovo. Nuovo è dunque qualcosa che prima non c’era.
Anche un sistema fatto di persone può mutare ed evolvere se si introduce una nuova mente: una persona del tutto estranea e quindi non influenzata dalle idee precedenti. Ma il talento che spesso si cerca senza avere ben chiaro di cosa si tratti, può trovarsi sia in un senior, dotato di lunga esperienza di lavoro e di vita, che in un giovane proveniente da altri contesti lavorativi o da altre nazioni. E la creatività la si può cercare anche in gruppo (la pratica del brain storming ne è un esempio) a patto che la libertà di espressione non sia condizionata dal timore del giudizio.

2 Combinare ciò che già c’è in modo diverso: il Caleidoscopio

Cambiare l’ordine di ciò che già c’è può produrre risultati ogni volta differenti. E in questo caso bastano anche pochi elementi per trovare combinazioni sempre nuove. Come avviene in un oggetto che faceva parte dei giochi dei bambini di tanti anni fa: il caleidoscopio. Bastava un piccolo movimento per ottenere immagini sempre diverse.

3 Guardare le cose da altre prospettive: la Sedia polifunzionale

La funzione degli oggetti è ormai scontata perché ogni oggetto è concepito per rispondere a un bisogno. E invece a volte potremmo utilizzarlo per altri usi. Se pensiamo a una sedia, per esempio, sappiamo che è stata pensata per farci sedere. Però quando necessario ci saliamo su per prendere qualcosa in alto. Oppure ci appoggiamo degli oggetti sopra: come dei libri sulla seduta o una giacca sulla spalliera. I giocolieri possono farne un attrezzo del mestiere per dimostrare la loro abilità. Oppure, nelle sue forme più raffinate, può essere un oggetto di arredamento, di celebrazione del potere o di testimonianza storica in un museo. E a quel punto perde la sua funzione d’uso primaria perché non ci si può più sedere. C’è una bella differenza fra una sedia e un trono. E sono certa che se la proponessimo ad un popolo che non ne avesse fatto mai esperienza, probabilmente troverebbe altri modi per utilizzarla.

4 Produrre il cambiamento oppure osservare gli esiti del caso: Evoluzione e Post it

Nella teoria dell’evoluzione l’innovazione avveniva per la nascita di nuove richieste ambientali e allora, i dispositivi di sopravvivenza si attivavano combinando in modo nuovo le risorse disponibili e così facendo anche gli organismi si modificavano.
Ma a volte nel tentativo di cercare qualcosa per rispondere ad un bisogno, si trova altro di valore anche superiore. È sorprendente la storia del post it. Cercando di produrre una colla, il risultato era stato un adesivo dalla debole tenuta e che rimaneva appiccicoso. Ma appena si è presentata l’esigenza di un adesivo simile, è stato recuperato l'esito di un "fallimento" ed ha avuto grande fortuna.

5 E i teorici della creatività cosa dicono? Il potenziale delle Domande

… allora la possibilità di concepire qualcosa di nuovo è alla portata di tutti. Basta volerlo.
Secondo Edward De Bono, autore del metodo Sei cappelli per pensare (1981), è possibile creare deliberatamente nuove idee attivando il pensiero creativo o come lo chiama lui, il pensiero laterale. A patto che si sia disposti ad “affrontare l’ignoto, le provocazioni, i rischi. La creatività richiede esperimenti mentali. Non è possibile conoscere in anticipo l’esito di un esperimento.  Ma occorre avere la volontà di portarlo a termine”, magari indossando il suo cappello verde (quello della creatività). E continua: “più si dedica del tempo alla ricerca delle alternative, più aumentano le probabilità di trovarne” (pag.133 134).
Già Graham Wallas, nel suo “The art of Thought” (1926), definiva le fasi del processo creativo in: preparazione, incubazione, illuminazione, verifiche. E se sei un "sistematico" puoi seguire le sue indicazioni
I test che H. J. Eysenck propone per definire la creatività nel suo “Prova il tuo Q.I. (1994), sono a “risposta aperta”. Ci sono molte, forse infinite possibilità di risposte” quante il potenziale creativo di ognuno rende possibili.
Dunque è possibile che le intuizioni arrivino per caso e nei momenti più impensati, ma si possono anche cercare. Magari ponendosi le giuste domande.

6 Ti va di provare? Il mattone di Eysenck

Allora ti propongo un esercizio proposto da Eysenck (dal testo citato in bibliografia a Pag. 45)
“In quanti e quali modi puoi servirti di un mattone?”
Puoi condividere la tua risposta qui, con noi, nei commenti.

E per il tuo nuovo anno con qualcosa di nuovo?

Scegli un “mattoncino” fra quelli che costruiranno il tuo nuovo anno e arricchiscilo di nuove possibilità

Felice 2017
Bibliografia
  • Wallas G. 1931, The Art of Thought, Cape, London;
  • De Bono E., 2001, Sei cappelli per pensare, Superbur psicologia per tutti (titolo originale, Six thinking hats, 1981);
  • Eysenck H.J., 2000, Prova il tuo Q. I. Superbur benessere (titolo originale, Test your I.Q., 1994)
 
*Se vuoi continuare a leggere, ne ho scritto anche qui

domenica 6 novembre 2016

Il Cassetto "metti-tutto"






Era il primo in basso nella credenza della cucina
La mamma lo aveva voluto proprio lì, ad accogliere tutto quello che ai tempi nei quali non si buttava niente avrebbe potuto essere ancora utile. Tappi, nastri, bottoni, qualche chiodo e delle pinze. C’erano anche un uncinetto e degli elastici, carte che avevano custodito regali o uova di pasqua e mozziconi di pastelli recuperati chissà dove.  Quel cassetto era proprio a tiro di bambino. Ci arrivavamo tutti e le cose che conteneva erano nella disponibilità di tutti. Per me era come partire alla scoperta di un territorio ricco di sorprese. Ed era bello potersi costruire dei giochi partendo da frammenti che avevano avuto altre importanti funzioni.
Forse è proprio da lì che mi sono abituata a costruire partendo da quello che c’è. E ho continuato a farlo anche dopo. In fondo non era quello che facevano i bambini all'inizio del secolo scorso nelle famiglie contadine? Con delle cassette di frutta, vi aggiungevano delle rotelle e facevano delle macchinine con le quali si lanciavano per le discese. Oppure con delle scatole di scarpe o simili si costruivano delle case per le bambole perfettamente somiglianti a quelle che abitavano. Era la necessità che aguzza l’ingegno e che contemporaneamente permette di sviluppare la creatività.
Flessibilità e adattamento

Però, pensandoci su, non è forse una funzione presente negli organismi viventi per necessità adattative? Il “preadattamento” di cui ha parlato Darwin e citato nel libro “La teoria dell’evoluzione” (2006) di Telmo Pievani, Il Mulino, Bo, pag. 77. Cito testualmente: “Perché vi sia la possibilità di un cambiamento di funzione a parità di situazione dobbiamo infatti ipotizzare che in natura più organi possano assolvere una funzione (in modo che una possa essere deviata verso nuove utilizzazioni) e viceversa che un organo possa assolvere più funzioni, aggiungendone di nuove alle preesistenti”.  Dunque organi o parti di organi con capacità di funzioni abbozzate, sono lì che attendono di attivarsi appena i bisogni ambientali ne richiedono l’uso.
Le funzioni sono capacità di agire comportamenti e gli organi o parte di organi sono gli "strumenti" per realizzare.
 
Impara l’arte e mettila da parte

E non è dunque quello che accade ogni giorno? Di fronte a ogni nuovo "problema", svolgiamo dei compiti che attivano funzioni necessarie e che non pensavamo fossero nelle nostre possibilità. Se ne fossimo consapevoli potremmo anche cercare circostanze, mai considerate prima ma utili per conseguire i nostri obiettivi di sviluppo, nelle quali fossero però indispensabili quelle capacità.

Faccio un esempio: Se sei da sempre un tipo socievole, che ama la relazione e che viene consultato dai vicini di casa prima di ogni riunione di condominio, forse sei anche ben informato. Pur non avendo frequentato corsi universitari in comunicazione, potresti avere i requisiti per curare le relazioni o, perché no, entrare in politica. E allo stesso modo, in virtù delle competenze acquisite nel tempo libero, dove i problemi nascono e vengono risolti sulla spinta di curiosità personali, potrebbe essere per un appassionato di piante, calcio, cucina e molto altro.


Insomma, perché un’abilità conseguita “vivendo”, magari inseguendo un interesse, non potrebbe essere utilizzata in altri ambiti, diciamo, di maggior soddisfazione?

E se avessi dimenticato quanto imparato tanto tempo fa?
Mi piace ricordare la metafora delle autostrade spesso citata dagli studiosi di psicobiologia. Se ben ricordo, secondo loro ogni volta che si imparano nuove cose si formano dei collegamenti nuovi fra neuroni, come delle nuove strade, e se ripetiamo la stessa funzione più volte i collegamenti si irrobustiscono, diventano come delle autostrade. Se una funzione non viene più praticata, diciamo che avviene come in una città abbandonata: crescono dei rovi, le difficoltà ambientali deteriorano le parti meno solide, ma le strade principali rimangono e possono essere riattivate con un po' di "manutenzione/esercizio"
Sì, ma cosa c’entra la grafia?
Tutte quelle abilità conseguite entrano a sistema nei nostri modi di fare, nei nostri comportamenti, e li trasformano facendoli evolvere. Ed è proprio lì che lasciano delle tracce. La grafia è un comportamento - un modo assolutamente personale e dunque unico - attraverso cui ognuno esprime se stesso nell'affrontare le scelte più o meno consapevoli che impone il tracciato. Puoi farti un'idea in Grafologia per tutti
Fermati un attimo e apri il cassetto
È che a un certo punto conviene fermarsi un attimo - a volte non è proprio spontanea questa fermata - abbassarsi fino a quel cassetto vicino al pavimento, insomma tornare con i piedi per terra, e controllare cosa c’è. Capire cosa poter utilizzare per altro. Sarà una vera scoperta.
Come fare?
Ci sono diversi modi per fare un bilancio delle proprie competenze. Puoi anche iniziare a fare un elenco di ciò che ti riesce meglio adesso. È sempre una informazione utile scattare una istantanea. Ma se vuoi ripartire da te, offrirti una nuova possibilità, devi cercare quello che hai utilizzato, anche in parte, ma che hai dovuto abbandonare, proprio come quei frammenti e oggetti nel cassetto dell'immagine.
Se lo vuoi fare in un modo tutto nuovo puoi affrontare il lavoro di ricerca partendo proprio dalla tua casa e dalla tua scrittura seguendo le indicazioni del metodo Il Talento nel tratto®
Il cassetto tornerà protagonista e luogo dove custodire gli scritti delle storie di vita all’interno delle quali cercherai le tracce di capacità per assolvere a nuove funzioni, magari corroborate da una formazione mirata.

Piccola esercitazione
Potresti iniziare facendo mente locale sulle cose che ti riescono meglio adesso. Poi stabilisci una gerarchia, dalla più forte alla più debole. Lo stesso puoi farlo con le attività che proprio non sono per te. Rileggile con attenzione, metti una data, chiudi il foglio e custodiscilo in un cassetto.
Grazie


venerdì 23 settembre 2016

"Cercare il Talento insieme" a Milano il 26 novembre 2016


“Riconoscere” il proprio Talento


con il metodo TALENTOnelTratto®

 

Un nuovo percorso di ricerca dei punti di forza e delle aree di miglioramento iniziando dall’osservazione della grafia e attraversando la personale storia di vita

Ripartire da sé con nuova consapevolezza vuol dire anche una migliore

·         Fiducia nelle proprie capacità e autocontrollo

·         Sicurezza nel mondo del lavoro

·         Spontaneità nelle relazioni

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Laboratorio didattico introduttivo

TUTTO IN 1 GIORNO

Milano, sabato 26 novembre 2016, dalle 9,30 alle 17,30

Aula corsi presso la Libreria Claudiana, via Francesco Sforza 12/a – 20122 Milano

Obiettivi

·         Avviare insieme il percorso di ricerca, da proseguire poi in autonomia seguendo le indicazioni di metodo riportate nel libro IlTalento nel tratto

Destinatari

·         La nuova proposta si rivolge a chiunque sia interessato a una migliore conoscenza di sé e agli operatori nel settore dell’autoaiuto e della crescita personale

Docente

·        Ornella Lo Prete, esperta in processi formativi, specializzata in formazione degli adulti e consulenza nelle organizzazioni, grafologa, autrice del metodo TALENTOnelTratto®

Contributo di partecipazione

·         Per le prime sessioni il contributo di partecipazione sarà di € 30,00 IVA inclusa. Per coloro che si iscriveranno effettuando il versamento entro il 15 ottobre 2016 il contributo sarà di € 20,00 IVA inclusa. Le iscrizioni saranno chiuse appena raggiunte le 21 preiscrizioni

·         La quota comprende il materiale didattico necessario allo svolgimento delle esercitazioni. Sarà opportuno procurarsi copia del libro in vendita anche presso la libreria Claudiana, sede del corso
Informazioni e/o iscrizioni: talentoneltratto@yahoo.com
Grazie

lunedì 2 maggio 2016

Il Riflesso dell' "Anima"

Biblioteca Sicilia, Milano

"...Specchio delle mie brame...chi è la più bella del reame?"

Se questo era l'interrogativo che la matrigna di Biancaneve poneva al suo specchio animato tanto tanto tempo fa, non molto è cambiato anche adesso nel bisogno di conoscere come noi veramente siamo. Ogni mattina approdiamo allo specchio del bagno per riprendere contatto con la realtà e continuiamo, una volta pronti per uscire, con quello dell'ascensore. Poi con le vetrine dei negozi, che ci restituiscono la nostra immagine fra i prodotti in esposizione. Ma tutte queste nostre versioni sono diverse a seconda del contesto in cui ci troviamo. Per l'albero nella foto di questo post, nel riflesso insieme alla sua sagoma nitida circondata dal cielo, si vedono anche le strutture della biblioteca all'interno dell'edificio. L'albero è fermo, non si può muovere eppure il suo riflesso cambierà con il tempo e le stagioni.
Se cambiano i contesti, cambiano i risultati ma anche la nostra percezione dei risultati cambia a seconda dei nostri stati d'animo perché siamo noi a valutare gli esiti.
 
Come ci vediamo, come ci vedono
 
Però, come avveniva nella favola dei fratelli Grimm, anche noi interroghiamo qualche conoscente nella speranza di aggiungere qualcosa a ciò che sappiamo di noi. Ma un conto è accertarsi di avere i capelli in ordine, altra cosa è ricevere un aiuto per ri-conoscere la propria natura interiore. E poi, anche chi coinvolgiamo, a meno che sia un professionista competente, vede la nostra "immagine" attraverso le proprie esperienze e convinzioni. Sono comunque opinioni importanti, ma ogni persona che interrogheremo ci restituirà risposte diverse ("la mappa non è il territorio" recita l'assunto di base della PNL). Ci dobbiamo accontentare del "verosimile".
 
Se proprio vogliamo sapere come siamo...
 
dobbiamo essere noi a "riflettere" osservando i nostri comportamenti proprio come se fossimo quell'amico al quale abbiamo chiesto un parere. Se non altro, quello che vedremo passerà attraverso le nostre esperienze e convinzioni, le stesse che comunque valutano i pareri che ci giungono dagli altri. Difficile? Forse all'inizio, un po', perché dovremo prendere le distanze dalle nostre emozioni. E allora sarà utile ricostruire la nostra storia cercando fra i fatti più lontani nel tempo ma prendendo la propria grafia come punto di partenza. Si cercherà quel fattore comune, segno del nostro specifico modo di essere, perché riconoscere quello che i nostri modi di fare riflettono è il presupposto per un miglioramento se non proprio per il superamento immediato dei problemi. Ma è soprattutto sapere di poter contare su capacità espresse che potrebbero essere utilizzate con successo anche in altri contesti.
 
Chi potrà veramente capire il significato dei nostri comportamenti e apportare eventuali cambiamenti costruttivi, siamo proprio noi
 
Piccola esercitazione

Individua tre persone con le quali hai condiviso un periodo di vita abbastanza lungo. Dovranno essere: un familiare, un amico, un collega di lavoro oppure un conoscente. E chiedi a ognuno, in  momenti diversi, di descriverti con tre aggettivi dei quali due indicheranno dei pregi e uno il difetto più evidente.
Ti riconosci in quello che sanno di te?
Annota le risposte e custodiscile in un cassetto. Tornerai a visitarle al termine della ricerca.
 
Per una visione completa del metodo
Per iniziare insieme il percorso
 
Grazie
 

lunedì 25 aprile 2016

Laboratorio a Milano il 2 luglio 2016





“Riconoscere” il proprio Talento

con il metodo TALENTOnelTratto®
 

Un nuovo percorso di ricerca dei punti di forza e delle aree di miglioramento iniziando dall’osservazione della grafia e attraversando la personale storia di vita

Ripartire da sé con nuova consapevolezza vuol dire anche una migliore

·         Fiducia nelle proprie capacità e autocontrollo

·         Sicurezza nel mondo del lavoro

·         Spontaneità nelle relazioni

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Laboratorio didattico introduttivo

TUTTO IN 1 GIORNO

Milano, sabato 2 luglio 2016, dalle 9,30 alle 17,30

Aula corsi presso la Libreria Claudiana via Francesco Sforza 12/a – 20122 Milano

Obiettivi

·         Avviare insieme il percorso di ricerca, da proseguire poi in autonomia seguendo le indicazioni di metodo riportate nel libro IlTalento nel tratto

Destinatari

·         La nuova proposta si rivolge a chiunque sia interessato a una migliore conoscenza di sé e agli operatori nel settore dell’autoaiuto e della crescita personale

Docente

·        Ornella Lo Prete, esperta in processi formativi, specializzata in formazione degli adulti e consulenza nelle organizzazioni, grafologa, autrice del metodo TALENTOnelTratto®

Contributo di partecipazione

·         Per le prime sessioni il contributo di partecipazione sarà di € 30,00 IVA inclusa. Per coloro che si iscriveranno effettuando il versamento entro il 31 maggio 2016 il contributo sarà di € 20,00 IVA inclusa. Le iscrizioni saranno chiuse appena raggiunte le 21 preiscrizioni

·         La quota comprende il materiale didattico necessario allo svolgimento delle esercitazioni. Sarà opportuno procurarsi copia del libro in vendita anche presso la libreria Claudiana, sede del corso
Informazioni e/o iscrizioni: talentoneltratto@yahoo.com
Grazie

domenica 17 aprile 2016

L'arte della persuasione

...tutta in un colpo d'occhio.

Ci sono persone che appena incontrate, così, senza avere riferimenti precedenti, potremmo definire "carismatiche": quelle dotate di un fascino personale. Oppure persone che ci sembrano "autorevoli": quelle che qualunque cosa dicano, ci crediamo. Sono spesso doti naturali certamente presenti nei veri leader. Però chi per mestiere deve convincere e chi invece desidera almeno intervenire con successo in una disputa anche semplicemente conquistando l'attenzione dell'uditorio può avvalersi di antiche tecniche sempre più attuali.
 
La retorica, da Aristotele ai giorni nostri è affascinante e utile: basta conoscerne le basi. Per un primo approccio puoi seguire i rami della mappa partendo dal primo in alto a destra in senso orario, e le slide di FORMAZIONEinCaramelle™ .
 
L'arte della persuasione si può imparare?
 
Grazie

 

martedì 19 maggio 2015

Dillo con Parole Tue



In un silenzio carico di tensione...

l’insegnante faceva scorrere il dito sulla lista di nomi nel registro di classe. “Venga, venga, venga…” e arrivava il nome pronunciato con tono solenne. “Ti faccio una domanda facile facile…”. Alla lavagna, il poveretto era in attesa che qualche lume gli consentisse di superare dignitosamente l’interrogazione. E niente. Allora dalla cattedra arrivava un aiutino per favorire la memoria, ma otteneva solo qualche tentativo maldestro di completare le parole accennate.  “Ce l’ho proprio sulla punta della lingua prof”, si difendeva il malcapitato.

" E allora dillo con parole tue…"


lo incoraggiava il comprensivo professore.

Sarà stato il pomeriggio trascorso in cortile senza tener conto della possibilità di essere interrogato, o un metodo di studio non adeguato. Ma poteva anche essere che seppur era avvenuta la comprensione dei concetti, non si era in grado di riprodurla in una esposizione chiara, per non aver dedicato altrettanta cura all’uso del linguaggio: di quel linguaggio specifico. E allora potersi avvalere di un registro linguistico essenziale come quello solitamente parlato con i propri pari - le “parole tue”, appunto - avrebbe probabilmente reso più agevole la comunicazione.
Intendiamoci, ritengo che soprattutto in età evolutiva sia fondamentale la cura nell’acquisizione di competenze linguistiche versatili, così da potersi relazionare in modo adeguato a seconda dei contesti. Nel manuale di Graffi G. e Scalise S. (2002), “Le lingue e il linguaggio” si distingue fra: l’italiano scritto, parlato formale, parlato informale, regionale; dialetto di koinè (inteso come il dialetto regionale parlato dai lombardi rispetto ai pugliesi, ad esempio),  del capoluogo di provincia e locale. Tante modalità che con le evoluzioni culturali e sociali di questi anni si sono di certo ulteriormente arricchite. Ma poi, soprattutto nei linguaggi parlati, è raro trovare delle forme pure proprio perché ognuno negli ambienti che frequenta è esposto a situazioni che gli regalano esperienze personali e per certi versi uniche.
Il tema è affascinante e potrebbe dare avvio a interessanti discussioni. Il piacere di leggere una pagina ben scritta può essere simile all'incontro con un'opera d'arte. Trovo però che fra tutte le possibilità classificate dagli studiosi, i dialetti costituiscano un grande capitale nella disponibilità comunicativa di tante persone. Inoltre, sono convinta che alcuni termini o locuzioni dialettali rendano ancor meglio il senso di ciò che si vuole trasmettere, rispetto a quello che può fare un registro linguistico più evoluto. Potete verificarlo leggendo quello che hanno condiviso i partecipanti alle community in Regalaci un Proverbio  (molti contributi sono in dialetto).  Credo allora sia utile conservare anche le disponibilità dialettali come ricchezze ereditate e certezze identitarie importanti nel bagaglio culturale di ognuno.

Un immenso capitale di conoscenze ed esperienze


E la possibilità di utilizzare il proprio modo senza timore di essere giudicati è ancora più preziosa nel mondo degli adulti. Soprattutto se questi non hanno avuto una formazione scolastica soddisfacente, non è detto che non abbiano maturato competenze raffinate in molti ambiti del sapere conseguite sul campo durante l'attività lavorativa o seguendo le proprie passioni. Degli immensi capitali di conoscenze situate, bloccate dietro il timore di giudizi lapidari per esposizioni in un italiano parlato informale o povero, potrebbero rendersi disponibili e produrre nuova conoscenza proprio grazie all'interazione.

Viva i social network


Uno dei vantaggi dei social network e della rete in generale è l’aver reso più colloquiale lo scambio di informazioni, legittimando proprio questi linguaggi meno evoluti e liberando risorse informative pregiate
Ma anche gli “errori” grammaticali e le frasi sconnesse suscitano meno sorpresa in quanto la funzione di completamento automatico  della quale è provvista la gran parte dei dispositivi mobili ne produce in grande quantità. Insomma, ci siamo abituati all’imperfezione in virtù di una comunicazione più immediata. E allora si ottengono risposte risolutive per tanti problemi proprio perché si può accedere a quel capitale di esperienze custodito da tanta umanità.

Il proprio modo di parlare è una manifestazione del proprio modo di essere...

e forse è arrivato il momento di rompere eventuali indugi e sbloccare il capitale presente in ognuno perché è proprio al suo interno che è possibile cercare e liberare i personali talenti.

Nel libro Il Talento nel Tratto , sono proprio "le parole tue" a condurre verso la scoperta di informazioni preziose che ti riguardano.
Concludo con locuzioni dialettali romanesche


"Famo a capisse" e allora... "Parla come magni"


Conosci altri modi per indicare gli stessi concetti? Puoi condividerli qui oppure nella pagina Facebook Talento nel Tratto
#talentoneltratto




Grazie
 

giovedì 7 maggio 2015

Fotografa la tua Scrittura

Adesso è facile...



basta inquadrare un particolare con il telefonino e scattare. Per la mia grafia, che vedi nell’immagine di questo post, ho fatto così. Ma non è necessario fotografare una porzione così ampia di scrittura: basta un particolare, una decina di caratteri. Il bello sarà proprio cercare all'interno di un tuo scritto quel particolare che ti piace e vuoi immortalare in una foto, e potrai farlo anche utilizzando degli appunti o parti di scarabocchi e disegni. Poi, se ti fa piacere puoi condividerla sulla pagina facebook Talento nel Tratto . Ho intenzione di costruire uno sfondo con tutte le grafie che arriveranno, così che ognuno possa riconoscere la propria fra tante.

Oppure puoi inviarla a un indirizzo di posta elettronica (anche il tuo). E allora troverai la tua "opera" come allegato e ne potrai fare ciò che vorrai; ingrandirla e osservare il tratto fin nei minimi dettagli; oppure unirla ad altri scatti di particolari ripresi da altri campioni appartenenti a vari momenti della tua vita e farne un puzzle. Vedrai, è divertente!

Perché farlo?




È la tua opera d’arte. E anche se fino ad ora hai pensato che non avesse nulla di interessante, in questo modo cambierai opinione. E ne sarai anche orgoglioso. Potrai allora ricordare con piacere, o forse no, la fatica di imparare a scrivere a mano e la soddisfazione dei primi successi.
È ormai ricorrente il dibattito sulla opportunità di insegnare ancora la scrittura a mano, considerato che la tastiera o il tocco sullo schermo dei telefonini rende molto più veloce la comunicazione. Puoi seguire o partecipare al dibattito cliccando qui: Scrivere a mano patrimonio dell'umanità .

Ecco, questo “gioco” ha come obiettivo la comunicazione, ma innanzitutto con te stesso. Partendo dall’osservazione della tua scrittura, qualcosa di strettamente collegato alla tua individualità, è possibile accedere a quelle informazioni, un capitale, che permettono la conoscenza di te.

È in uscita un libro di metodo, Il Talento nel Tratto , che ti condurrà attraverso un percorso appassionante in cerca dei tuoi talenti innati. Imparerai tecniche grafologiche, autobiografiche e stratagemmi per un lavoro efficace.

E allora forse tornerai a cercare dei momenti per dedicarti alla scrittura e...

Raccontare la tua storia... per te o per quelli che verranno

Grazie