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martedì 10 gennaio 2017

A che punto sei?



“A che punto sei?”


…mi ha domandato mostrandomi un centimetro da sarto. “Immagina che ogni numero di questo centimetro corrisponda a un anno della tua vita.  E tu, a che punto sei di questo centimetro con gli anni che hai compiuto?”
“Bene, allora tu sei qui”, ha detto indicando con il dito il numero corrispondente. E ha poi continuato chiedendomi:
“Quanto pensi sia lunga la vita?” Secondo il rapporto Osservasalute del 2015, La Speranza di vita degli italiani si attestava su 80,1 anni per gli uomini e 84,7 per le donne (sono andata a controllare). E la recente pandemia ha peggiorato la situazione. “Se tutto va bene ti manca questo pezzo di vita”, mostrandomi una porzione di nastro che mi è sembrata molto piccola rispetto a quella che corrispondeva alla vita trascorsa. “E non sarà tutto di piena efficienza come quando avevi vent’anni...

Cosa vuoi fare nel tempo che rimane?”


Ha reso l’idea! Se le emozioni sono “messaggi di azione” devo dire che quanto ho provato in quella circostanza è stato un messaggio chiaro e forte. Certo che nel tempo trascorso dal 2015 ad oggi ne ho fatte di cose! Ma ciò che conta adesso è quello che voglio ancora fare, mi sono detta.
Lo so, ho meno energia, memoria, ho bisogno di occhiali: è biologia. Però dispongo di risorse che prima non conoscevo. L'esperienza di vita mi ha fornito indicazioni sul mio miglior modo di fare le cose: i miei Talenti. E poi ho ancora tanti sogni da realizzare. Non potrò realizzarli tutti, certo, e allora dovrò scegliere, mirare con precisione e organizzare con cura le energie. So già, per esempio, che sarebbe bello imparare il cinese, ma comporterebbe (per me, ma certamente per molti di voi ne varrebbe la pena) un enorme sforzo cognitivo e dispendio di tempo che potrei utilizzare per fare altro ottenendo maggiori soddisfazioni. E poi posso accontentarmi del traduttore di Google se proprio devo comunicare con un amico che parla solo quella lingua. Insomma, sapere cosa fare e con quali risorse.

Conosci le tue risorse, i tuoi Talenti, e le tue difficoltà ? Hai deciso cosa è più importante per te negli affetti, il lavoro e la crescita personale?

Il momento di realizzare i sogni

Forse è il momento di dedicare un po' di tempo a te per  fare il punto e riprendere slancio.
Ecco il materiale occorrente:

  • Tanti fogli o un quaderno
  • La tua penna preferita

E buona ricerca!
 
Grazie

lunedì 21 novembre 2016

Il Talento nelle "scelte"


 
“Nel mezzo del cammin di nostra vita
Mi ritrovai per una selva oscura,
Ché la diritta via era smarrita.”

C’era un libro importante, per dimensioni e peso, nella libreria di famiglia. La copertina era foderata da una stoffa di un marrone cupo. Era un volume della Divina Commedia illustrata da Gustavo Dorè. La storia veniva introdotta da un’immagine di Dante Alighieri e l’autore era ritratto di profilo, serio, con lo sguardo verso l’alto e gli angoli della bocca in giù. Adesso direi con una espressione “grave”. L’incipit letto da mio padre con tono solenne preparava al peggio.

E ci voleva del coraggio per aprire quel libro che allora potevo comprendere solo guardando le illustrazioni. Ogni pagina una scoperta e una forte emozione. Creature mostruose e persone trascinate dal vento o divorate dal fuoco, e comunque in situazioni a dir poco terribili. Possibile che da una tranquilla passeggiata in un bosco, come facevamo anche noi a volte di domenica, si potesse arrivare a tanto!

Di fronte a un bivio

Eppure a quella foresta che bisogna attraversare perché la via nota è smarrita, e che richiede decisioni anche coraggiose, ci sono tornata con il pensiero ancora tante volte nel corso della vita. Succede eccome! Quante volte si è costretti a scegliere una strada sconosciuta da intraprendere perché non si può tornare indietro? Ma ci sono anche momenti nei quali si desidera cercare qualcosa di nuovo perché quello che si ha non soddisfa, oppure annoia. E allora si deve lasciare il certo per l’incerto e affrontare nuove alternative e percorrere nuove strade.

Attrattivo o repulsivo?

Non si sa esattamente dove quelle strade porteranno. Forse una condurrà nella selva oscura citata da Dante. E di fronte ad una scelta ognuno di noi risponde secondo ciò che più è. Ci sono persone intraprendenti che tendono a sfidarsi cercando condizioni nuove per provare le proprie capacità: è questo il caso degli appassionati di viaggi avventurosi; altre affrontano con curiosità inconsapevole le novità. Ma ci sono anche persone che vogliono avere tutto sotto controllo e nelle proprie possibilità prima di partire. Piuttosto non partono. E se sono proprio costrette procederanno con cautela, sensibili ad ogni segnale e pronte alla fuga.

“Il processo decisionale è un po’ scienza e un po’ arte”

...anche nelle grandi aziende, dove intraprendere la strada giusta può fare la differenza. E quando non si dispone di tutte le informazioni necessarie, oppure (vale a maggior ragione nel caso di una decisione individuale e privata) non si è convinti da quello che si conosce, ci si basa sull’intuizione o sulle sensazioni “a pelle”: personali intuizioni che vengono ispirate dalla conoscenza tacita costruita con l’esperienza personale (tratto da R. Kreitner, A. Kinici, 2004, Comportamento organizzativo, Apogeo, pag.349).

Scegliere ci rivela molto di noi

Quando ci accingiamo ad affrontare qualcosa di nuovo, però, ci mettiamo alla prova, impariamo molto su di noi, gli altri e il mondo. E alla fine ne usciamo comunque rafforzati ed arricchiti.

Temi di fare la scelta sbagliata?

Oppure entrambe le alternative non ti piacciono? Certo che potrebbe accadere! Ma se non ci provi non lo sai. E poi, quali sarebbero i danni se non riuscissi? C'è sempre una nuova possibilità. Alla fine avrai elementi sui quali ragionare per migliorare la tua strategia di scelta. E forse anche per fare in modo che la prossima volta le alternative siano più "interessanti".

Allora ti propongo una “piccola esercitazione”

Come scegliere in 5 passi

Immagina una decisione da prendere scegliendo fra due possibilità.

1 - Pianta un albero

Prendi un foglio e vicino al margine inferiore traccia una riga orizzontale: sarà il segno della terra. Poi traccia al centro una riga verticale: sarà il tronco che poggia sulla terra e che ne trae nutrimento. E poi, la parte superiore del tronco biforcala in due rami: uno a sinistra e uno a destra. Ogni ramo corrisponderà a una opzione di scelta e sopra ci puoi scrivere a cosa si riferisce.

2 - Cosa ne sai?

Adesso domandati cosa sai di ciascuna opzione e sotto al ramo corrispondente, come frutti carnosi o palline natalizie (dato il periodo), inserisci una parola chiave che sintetizzi l’informazione e i suoi possibili sviluppi, se scegli quella possibilità. Fatto? Ah già, in questa fase potresti renderti conto di conoscere poco dell'argomento e allora cerca, come farebbe un cercatore d'oro nei fiumi, le tue pepite/informazioni più preziose. Dove? Se proprio non vuoi muoverti, c'è la rete che può facilitarti il compito. Ma datti un tempo ben definito perché potresti incagliarti qui, fra le sue maglie.

3 - Le 3 scelte

Rileggi tutto, fai tre respiri e decidi, “a pelle”, cosa sceglieresti fra le due opzioni. Gira il foglio, in alto metti la data, l’ora e la tua scelta. Piega il foglio e conservalo in un cassetto (il cassetto è protagonista nel metodo di sviluppo personale TALENTOnelTratto®). Il giorno dopo, meglio se in un orario diverso, apri il cassetto, rileggi quello che hai scritto fra le informazioni note appese all’albero – forse nel frattempo ne hai scovate altre e potresti aggiungerle –, fai tre respiri profondi e decidi, “a pelle”, cosa sceglieresti fra le opzioni. Anche questa volta girerai il foglio e aggiungerai la data, l’ora e la tua scelta. Dovrai ancora farlo una terza volta, il giorno successivo.

4 - Adesso puoi decidere

Alla fine potrai prendere la decisione definitiva in base all’opzione che su tre ha avuto la maggioranza. Facile, no?

5 - Guarda avanti

Una volta risolto il dilemma puoi guardare avanti e partecipare attivamente alla riuscita della tua scelta.


Metticela tutta però! E non dimenticare di raccontarci la tua esperienza



Grazie
 

 

lunedì 13 giugno 2016

Qual è il tuo "Compagno" ideale?




“Deve farmi ridere e poi deve essere dolce…ah, meglio se ha i soldi”
Così, tanto per distrarmi, curiosando fra un canale e l’altro mi sono imbattuta in questa “caramella” di televisione. La giovane interlocutrice rispondeva alla domanda: “Come deve essere il tuo uomo ideale?”.

Chissà cosa avrebbero avuto da dire le nostre nonne! Erano questi i tratti dell’uomo ideale? Mia madre mi ha raccontato che in una famiglia contadina del primo ‘900 il pretendente alla mano della fanciulla veniva invitato a pranzo e se finiva di mangiare prima degli altri voleva dire che era veloce. Quindi lo sarebbe stato anche nel lavoro. Un bel maleducato, avremmo forse pensato noi! E per la scelta della compagna di vita? La ragazza doveva confezionare delle orecchiette (ci troviamo in Puglia)  ed esporle sulla spianatoia fuori dall’uscio, così che la futura suocera potesse valutarne la precisione, l’ordine e la quantità. Ma altri tempi e luoghi!

La scelta del partner è questione di compatibilità genetiche, hanno rivelato recenti ricerche, di "chimica", ma poi non basta per condurre una intera vita insieme. E allora forse è meglio valutare anche altro.
Perché avere vicino le persone "migliori" incide sulla qualità della vita e sulla possibilità di esprimere al meglio i personali Talenti

Ti chiedo allora di offrire il tuo parere, così da poter tracciare  insieme il profilo del compagno, o della compagna, ideale adesso.

Ho elencato una serie di caratteristiche che potrebbero rappresentare i “tratti” ideali (ma puoi aggiungerne altri) e puoi indicarne 3 che ritieni fondamentali.

1.       Affidabilità

2.       Bellezza

3.       Coraggio

4.       Determinazione

5.       Eleganza

6.       Generosità

7.       Intelligenza

8.       Lealtà

9.       Ricchezza

10.   Rispetto

11.   Sensibilità

12.   Senso del dovere

13.   Senso dell’umorismo

14.   Spirito di sacrificio
 

Buona partecipazione!

Grazie

martedì 19 maggio 2015

Dillo con Parole Tue



In un silenzio carico di tensione...

l’insegnante faceva scorrere il dito sulla lista di nomi nel registro di classe. “Venga, venga, venga…” e arrivava il nome pronunciato con tono solenne. “Ti faccio una domanda facile facile…”. Alla lavagna, il poveretto era in attesa che qualche lume gli consentisse di superare dignitosamente l’interrogazione. E niente. Allora dalla cattedra arrivava un aiutino per favorire la memoria, ma otteneva solo qualche tentativo maldestro di completare le parole accennate.  “Ce l’ho proprio sulla punta della lingua prof”, si difendeva il malcapitato.

" E allora dillo con parole tue…"


lo incoraggiava il comprensivo professore.

Sarà stato il pomeriggio trascorso in cortile senza tener conto della possibilità di essere interrogato, o un metodo di studio non adeguato. Ma poteva anche essere che seppur era avvenuta la comprensione dei concetti, non si era in grado di riprodurla in una esposizione chiara, per non aver dedicato altrettanta cura all’uso del linguaggio: di quel linguaggio specifico. E allora potersi avvalere di un registro linguistico essenziale come quello solitamente parlato con i propri pari - le “parole tue”, appunto - avrebbe probabilmente reso più agevole la comunicazione.
Intendiamoci, ritengo che soprattutto in età evolutiva sia fondamentale la cura nell’acquisizione di competenze linguistiche versatili, così da potersi relazionare in modo adeguato a seconda dei contesti. Nel manuale di Graffi G. e Scalise S. (2002), “Le lingue e il linguaggio” si distingue fra: l’italiano scritto, parlato formale, parlato informale, regionale; dialetto di koinè (inteso come il dialetto regionale parlato dai lombardi rispetto ai pugliesi, ad esempio),  del capoluogo di provincia e locale. Tante modalità che con le evoluzioni culturali e sociali di questi anni si sono di certo ulteriormente arricchite. Ma poi, soprattutto nei linguaggi parlati, è raro trovare delle forme pure proprio perché ognuno negli ambienti che frequenta è esposto a situazioni che gli regalano esperienze personali e per certi versi uniche.
Il tema è affascinante e potrebbe dare avvio a interessanti discussioni. Il piacere di leggere una pagina ben scritta può essere simile all'incontro con un'opera d'arte. Trovo però che fra tutte le possibilità classificate dagli studiosi, i dialetti costituiscano un grande capitale nella disponibilità comunicativa di tante persone. Inoltre, sono convinta che alcuni termini o locuzioni dialettali rendano ancor meglio il senso di ciò che si vuole trasmettere, rispetto a quello che può fare un registro linguistico più evoluto. Potete verificarlo leggendo quello che hanno condiviso i partecipanti alle community in Regalaci un Proverbio  (molti contributi sono in dialetto).  Credo allora sia utile conservare anche le disponibilità dialettali come ricchezze ereditate e certezze identitarie importanti nel bagaglio culturale di ognuno.

Un immenso capitale di conoscenze ed esperienze


E la possibilità di utilizzare il proprio modo senza timore di essere giudicati è ancora più preziosa nel mondo degli adulti. Soprattutto se questi non hanno avuto una formazione scolastica soddisfacente, non è detto che non abbiano maturato competenze raffinate in molti ambiti del sapere conseguite sul campo durante l'attività lavorativa o seguendo le proprie passioni. Degli immensi capitali di conoscenze situate, bloccate dietro il timore di giudizi lapidari per esposizioni in un italiano parlato informale o povero, potrebbero rendersi disponibili e produrre nuova conoscenza proprio grazie all'interazione.

Viva i social network


Uno dei vantaggi dei social network e della rete in generale è l’aver reso più colloquiale lo scambio di informazioni, legittimando proprio questi linguaggi meno evoluti e liberando risorse informative pregiate
Ma anche gli “errori” grammaticali e le frasi sconnesse suscitano meno sorpresa in quanto la funzione di completamento automatico  della quale è provvista la gran parte dei dispositivi mobili ne produce in grande quantità. Insomma, ci siamo abituati all’imperfezione in virtù di una comunicazione più immediata. E allora si ottengono risposte risolutive per tanti problemi proprio perché si può accedere a quel capitale di esperienze custodito da tanta umanità.

Il proprio modo di parlare è una manifestazione del proprio modo di essere...

e forse è arrivato il momento di rompere eventuali indugi e sbloccare il capitale presente in ognuno perché è proprio al suo interno che è possibile cercare e liberare i personali talenti.

Nel libro Il Talento nel Tratto , sono proprio "le parole tue" a condurre verso la scoperta di informazioni preziose che ti riguardano.
Concludo con locuzioni dialettali romanesche


"Famo a capisse" e allora... "Parla come magni"


Conosci altri modi per indicare gli stessi concetti? Puoi condividerli qui oppure nella pagina Facebook Talento nel Tratto
#talentoneltratto




Grazie
 

domenica 10 agosto 2014

"Mi ama o non mi ama?"




Chissà quante volte avete sfogliato una margherita per sapere se quella persona alla quale eravate interessati vi avrebbe ricambiato. 

Allora vi propongo di giocare insieme

Sì, un altro dei nostri  Giochi da Social Network . Nulla di impegnativo però, siamo quasi a Ferragosto!
Scegliete una margherita di quelle della foto e sfogliatela.
Mi raccomando! Scegliete quella giusta.

Felice settimana di Ferragosto!

giovedì 19 giugno 2014

Consigliaci un Bel Film




Nelle serate estive cosa c’è di meglio che un bel film all’aperto!

E allora immagina di essere in un prato. Sta diventando sera.  Ad un tratto scende uno schermo dal cielo ed è comparso anche un immenso comodo divano. Non ci sono zanzare;-) Siamo tutti lì in attesa di vedere un film straordinario. Ah, dimenticavo!

Che film ci consigli?

Anche più d’uno! Puoi spaziare nel tempo partendo dalle origini del cinematografo ai giorni d’oggi. Ma puoi spingerti anche oltre indicando il film che vorresti. 

Grazie per la partecipazione

Felice fine settimana!

Ornella