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giovedì 23 febbraio 2017

Cambiando il Punto di Vista



Farsi un giro nel ruolo di un altro

"...e mi raccomando, voglio una confezione “sobria”, senza orpelli. È per mio nonno.” Questa, la richiesta del ragazzo “sobrio” mentre mi porgeva un ombrello altrettanto “sobrio”. Con un sorriso l’ho accontentato e nel frattempo mi domandavo come dovesse poi essere questo nonno. Quale la sua reazione, immagino composta, nel ricevere un dono da suo nipote. O forse no. Forse era un tipo del tutto diverso e poco conosciuto da quel ragazzo. Forse, chissà! A volte ci costruiamo delle idee di persone e situazioni che sono molto lontane dalla realtà. Finché non abbiamo la fortuna di farne esperienza diretta. Ed è quello che è capitato a me un po’ di anni fa.
Era nel periodo di Natale e una catena di grandi magazzini presente in tutta Italia aveva iniziato ad allestire in un angolo del supermercato un banchetto con tutto l’occorrente per confezionare i regali appena acquistati. Nella efficiente Milano, ove vivo, ognuno poteva procedere da solo. Qualche giorno dopo sono andata a Roma per festeggiare con i miei genitori e mi sono accorta che mancavano gli ultimi regali. In tutta fretta mi sono recata in un grande magazzino della stessa catena, ho effettuato gli ultimi acquisti e senza alcun dubbio mi sono diretta al tavolino delle confezioni per incartare i regali. Ed è lì che ho ricevuto la richiesta. Sono stata al gioco. Dopo tutto non stavo sostituendo un chirurgo in sala operatoria! E dopo la prima, ce ne sono state altre da persone che con pazienza aspettavano il loro turno. Nel frattempo, però, alcune commesse che stavano poco distante, - e fra cui c’era probabilmente l’addetta alle confezioni dei regali, che a Roma era invece prevista - iniziavano a guardarmi con sospetto. Ho capito che la mia esperienza doveva finire lì e sempre con un sorriso mi sono allontanata.

"...per vedere di nascosto l'effetto che fa"


Mi è servito per prendere le distanze dalla mia realtà e potervi tornare poi arricchita. Ho potuto "vedere di nascosto l'effetto che fa", come in una nota canzone di Iannacci. Ma ho potuto osservare anche le mie reazioni di fronte a richieste nuove. È forse quello che si cerca a carnevale indossando un abito di altri tempi. O forse è un privilegio che hanno gli attori indossando personalità a volte tanto distanti dalla propria. Però vuol dire poter guardare l’umanità da un’altra angolazione, proporsi in modo diverso e ricevere quindi risposte diverse.
Così come avviene per un luogo ormai noto come quello dell'immagine di questo post. La piazza Gae Aulenti a Milano è a tutti conosciuta come la piazza dei grattacieli, ma è bastato fotografarla da un punto di vista nuovo sulla scala mobile per scoprire molto altro. 
Ti è mai capitato di essere stato scambiato per qualcun altro? Oppure, quale persona ti piacerebbe sostituire di nascosto?
Raccontacelo qui

Grazie

lunedì 27 giugno 2016

Tracce di moderna umanità

Particolare di The Floating Piers: Christo

Una impronta fra tante altre diverse per dimensioni e foggia. Un popolo in cammino sul tappeto dove il giallo incontra l'arancio, realizzato con un tessuto che accoglie la luminosità del momento.

Ma cos'è che spinge persone tanto diverse ad affrontare code chilometriche sotto il sole e viaggi più o meno lunghi e disagiati per poter passeggiare sull'acqua a Sulzano?

Se anche tu hai camminato su The Floating Piers, racconta qui sensazioni, emozioni e aneddoti di un'opera che vive con chi ne fa esperienza.

Grazie

lunedì 13 giugno 2016

Qual è il tuo "Compagno" ideale?




“Deve farmi ridere e poi deve essere dolce…ah, meglio se ha i soldi”
Così, tanto per distrarmi, curiosando fra un canale e l’altro mi sono imbattuta in questa “caramella” di televisione. La giovane interlocutrice rispondeva alla domanda: “Come deve essere il tuo uomo ideale?”.

Chissà cosa avrebbero avuto da dire le nostre nonne! Erano questi i tratti dell’uomo ideale? Mia madre mi ha raccontato che in una famiglia contadina del primo ‘900 il pretendente alla mano della fanciulla veniva invitato a pranzo e se finiva di mangiare prima degli altri voleva dire che era veloce. Quindi lo sarebbe stato anche nel lavoro. Un bel maleducato, avremmo forse pensato noi! E per la scelta della compagna di vita? La ragazza doveva confezionare delle orecchiette (ci troviamo in Puglia)  ed esporle sulla spianatoia fuori dall’uscio, così che la futura suocera potesse valutarne la precisione, l’ordine e la quantità. Ma altri tempi e luoghi!

La scelta del partner è questione di compatibilità genetiche, hanno rivelato recenti ricerche, di "chimica", ma poi non basta per condurre una intera vita insieme. E allora forse è meglio valutare anche altro.
Perché avere vicino le persone "migliori" incide sulla qualità della vita e sulla possibilità di esprimere al meglio i personali Talenti

Ti chiedo allora di offrire il tuo parere, così da poter tracciare  insieme il profilo del compagno, o della compagna, ideale adesso.

Ho elencato una serie di caratteristiche che potrebbero rappresentare i “tratti” ideali (ma puoi aggiungerne altri) e puoi indicarne 3 che ritieni fondamentali.

1.       Affidabilità

2.       Bellezza

3.       Coraggio

4.       Determinazione

5.       Eleganza

6.       Generosità

7.       Intelligenza

8.       Lealtà

9.       Ricchezza

10.   Rispetto

11.   Sensibilità

12.   Senso del dovere

13.   Senso dell’umorismo

14.   Spirito di sacrificio
 

Buona partecipazione!

Grazie

martedì 10 maggio 2016

Interpretare: "mezzo Pieno" o "mezzo Vuoto"?

Milano, Parco delle Cave


Passeggiando in un parco cittadino...
in una splendida giornata di sole, la mia attenzione è stata catturata da questo messaggio. Mi sono domandata: a chi è stato rivolto? Certamente a una persona che sarebbe passata di lì. Non abbiamo riferimenti per sapere però qualcosa su chi lo abbia scritto né sul suo destinatario, se non quello che vediamo, e dunque bisogna "interpretare". Vogliamo farlo insieme?
Probabilmente chi lo ha scritto ha pensato che questo fosse un buon modo per sorprendere e gratificare la persona amata conosciuta. Ma se così non fosse? Mi sono divertita a immaginare due destinatarie: una propensa a considerare gli aspetti positivi (il mezzo Pieno) e l'altra più orientata a vedere solo quelli negativi (il mezzo Vuoto). Ovviamente le possibilità sono molteplici e vi incoraggio ad aggiungere anche le vostre opzioni

Amata "mezzo Pieno"
Che bella sorpresa! Ha voluto gridare al mondo a chiare lettere quanto sono speciale per lui. Probabilmente è venuto qui di notte perché non riusciva a dormire pensando a me, e forse ha rinunciato anche a vedere la partita della sua squadra per scrivere questo messaggio.  E poi mi considera la migliore fra tutte le persone che conosce e non ha avuto timore di dichiararlo, così che in questo modo lo sappiano anche gli altri. Che uomo generoso, innamorato, sensibile e coraggioso!

Amata "mezzo Vuoto"
Si è sprecato. Mi poteva anche offrire un gelato per dirmi che mi ama! Ha risparmiato anche sulle lettere del "sei". Lo ha fatto di nascosto perché non ha il coraggio. E poi ha voluto farci sapere che lui ne ha avute tante di donne (oppure ne ha tante contemporaneamente?), mi ha messo in gara e ho vinto. Ma chi è lui per giudicare? Magari è un messaggio che va bene per tutte quelle che conosce e che passano di qui. Che uomo avaro, presuntuoso, opportunista e codardo!
 
Modi diversi di interpretare e modi diversi di rispondere
Come pensate che risponderanno allo stesso messaggio le ipotetiche due amate in questione?

"Come" lo ha scritto
Se però ci soffermiamo a osservare come è stato scritto questo messaggio, un po' come farebbe un grafologo, potremmo dire che chi ha scritto, di sicuro voleva essere chiaro perché ha scelto uno stampatello maiuscolo. Ha scritto con lettere grandi che potrebbero voler dire "dare forza" al contenuto, ma questo sarebbe se la scrittura grande non fosse la sua scrittura abituale. È andato subito al sodo riducendo il "6" a cifra. Ma potrebbe essere anche il desiderio di apparire originale, oppure qualcosa di noto alla "ricevente".
Non ha saputo prevedere lo spazio che la parola "MIGLIORE" avrebbe occupato ed è finito, dopo un restringimento dello spazio fra le ultime lettere, sulla cornice destra con le aste orizzontali della E. Non era proprio necessario perché quella lettera era comunque leggibile e ben formata anche rimanendo all'interno.
Potremmo dire che ha agito d'impulso, senza pianificare con cura, e che non si è fermato davanti agli ostacoli. E poi, se finisce il colore proprio per l'ultima asta della "E" nella parola "AMORE", poco importa!*

*Per il momento ho voluto evidenziare ciò che chiunque potrebbe comprendere. Molto altro potrebbe aggiungere un grafologo esperto, e so che ce ne sono fra chi legge.

Partecipate con noi!
Quale interpretazione vi sentite di condividere? Avete altre ipotesi sul messaggio del nostro "malcapitato" innamorato?


 
Grazie

 

venerdì 18 marzo 2016

Essere Padre

 

Padri non si nasce...

lo si diventa (forse). Che fatica però! Ma cosa si pensa debba fare ed essere un padre? Quali emozioni e progetti con quel fagottino fra le braccia? Le donne non potranno mai capire fino in fondo, così prese dal loro ruolo di madri, mogli o figlie.
Papà, è il vostro momento!
Raccontateci tutto. Fateci entrare nel vostro mondo.

Grazie

mercoledì 2 marzo 2016

Il tesoro nelle Cose "estinte"


Foto scattata nel museo "Beato Don Carlo Gnocchi" a Milano



Un mercatino dell’antiquariato...


o del modernariato? Oggetti tanto usati e consumati in alcuni punti. Ecco un vecchio macinacaffè, una macchina da scrivere, un corsetto di stecche di balena, un mappamondo con un mondo che è tanto diverso da quello che conosciamo adesso.

Eppure, nella maggior parte dei casi non è che non abbiamo più quei bisogni! Ancora ci piace sorseggiare un buon caffè e sono aumentati gli scrittori di libri. Però sono proprio cambiate le modalità per ottenere quei risultati. È certamente aumentata la velocità di vita e dunque tutto si deve ottenere in economia di tempo e risorse. Così nascono nuovi strumenti e modi per realizzare. E così le cose tanto usate vengono abbandonate per ricomparire in una vecchia cantina o nei mercatini, a ricordarci come eravamo. Nel caso della vecchia macchina da scrivere riportata nell'immagine di questo post, chi la utilizzava poteva osservare i martelletti che picchiavano sulla carta del rullo centrale e sentire lo schiocco che producevano. E quando un dito non centrava il tasto? Che dolore! 


L'evoluzione delle specie 
Il tempo corre veloce, anche quel vecchio orologio ce lo ricorda, e abbandona ciò che non riesce a tenere il passo. Questo non accade solo per le cose. Sappiamo bene che anche delle specie animali si sono estinte e altre sono in via di estinzione.

Le lingue estinte
Le lingue condividono lo stesso destino. Quelle che non vengono più parlate e scritte, sono condannate all’oblio. Capita che due popoli si incontrino e che le loro lingue a poco a poco si integrino e si trasformino diventando altro. Ma capita anche che piccole comunità entrino in gruppi sociali più grandi e piano piano, per potersi integrare, abbandonino sempre più i propri dialetti. E allora anche una lingua muore portando con sé un capitale di informazioni preziose (ho trovato interessante il saggio di D. Nettle e S. Romaine, 2001,Voci del silenzio, Carocci).

Le fabbriche abbandonate
Ho imparato poi che seguendo le evoluzioni dei bisogni, anche le imprese muoiono se non riescono ad adeguare velocemente prodotti, servizi e le modalità per realizzarli. Capita a tutti di incontrare nelle periferie delle città, ruderi di fabbriche abbandonate come "vecchie carcasse" di animali preistorici. Il pensiero va allora a tutte le persone che ci hanno lavorato, forse in condizioni di lavoro non sempre ottimali, ma hanno trascorso ampi pezzi di vita lì condividendo energia ed emozioni (per approfondire: M. Hannan J. Freeman, 1993, Ecologia organizzativa, Etaslibri).

Oggetti come tracce di vita

I vecchi oggetti ormai "estinti" appartenuti ad altri momenti della nostra vita possono ancora regalarci qualcosa di prezioso (ne ho parlato anche qui e qui). E allora, per non lasciare all'oblio un capitale che ci appartiene propongo una...

Piccola esercitazione

Prova a cercare in casa o nei tuoi ricordi tre vecchi oggetti che non usi più. Scegline uno - ma se ti diverte puoi utilizzarli tutti - prendi un foglio e lo strumento che utilizzi di solito per scrivere e annota tutto quanto quell’oggetto ti ricorda. Vedrai che torneranno alla mente delle persone e delle circostanze di vita appartenute al tuo passato che ti racconteranno molto anche di te.

 
Poi, se vorrai raccontare qui per noi il tuo oggetto del passato, probabilmente fornirà interessanti spunti per ricordare altro anche a tutti i lettori di questo blog
Grazie

sabato 20 febbraio 2016

Cos'è per te il Mare?


 


“A un tratto la sagoma di una balena irta di lance e di arpioni e coperta di corde aggrovigliate infranse del tutto la superficie delle acque, proiettando all’altezza  di una decina di metri un getto di vapore. «Avanti!» urlò il capitano Achab”.

 

Molti ricorderanno questa avvincente sequenza del celeberrimo romanzo del 1851, Moby Dick, di Herman Melville. La letteratura sul mare ci ha fornito molte storie, frutto della fantasia di un romanziere ma anche memoria di fatti realmente accaduti. E la realtà spesso ci sorprende. Alcune storie le abbiamo incontrate, altre le abbiamo scelte e hanno suscitato in noi meraviglia, quiete o paura.


Ognuno ha delle informazioni sul mare costituite da nozioni ed esperienze. Emozioni più o meno piacevoli collegate a un luogo, che subito riaffiorano alla mente quando ci portiamo lì con l’immaginazione.
Il mare di tutti
Fra queste informazioni, capitale di ognuno, c'è una parte socialmente condivisa fra coloro che appartengono alla stessa cultura legata a un territorio oppure a un periodo storico.  Pensate a Ulisse durante il suo viaggio di ritorno a Itaca! Tutt'altra cosa rispetto a quello che viveva Totò in costume zebrato nel compito di accompagnare le signore di inizio ‘900 a fare i “semicupi”, nel celeberrimo film il Turco napoletano del 1953.
Ma anche adesso per un esquimese il mare ha un significato diverso da quello che potrebbe avere ad esempio per un pescatore di perle. Così come un abitante di una città di mare ha una esperienza e una visione diverse da chi al mare ci va solo per vacanza. La percezione cambia anche a seconda della stagione o dell'età di chi lo vive.  
Il mare di ognuno
 
Però ognuno ha anche una storia personale e unica con il mare ed è quella la parte più pregiata del racconto alla scoperta di sé.
Propongo una...


Piccola esercitazione

I° parte

Adesso ti chiedo di indicare qui nei commenti e in poche parole "cos'è per te il mare". Fatti guidare dalla memoria dei tuoi sensi e quindi: cosa vedi, cosa ascolti, cosa tocchi, i profumi e, perché no, i sapori.

II° parte

Poi, se vorrai potrai prendere dei fogli bianchi - ma vanno bene anche a righe o quadretti -  lo strumento che utilizzi di solito per scrivere, cercare un momento e un luogo tranquilli e scrivere tutto quello che viene in mente sulla tua esperienza del mare, sin dalla prima volta che lo hai incontrato. Oppure potrai descrivere un evento particolare. Vedrai affiorare alla memoria anche circostante e persone che ti racconteranno molto di te.

Per una visione completa del metodo: (TALENTOnelTratto®)

 
Ed ecco i contributi dalla rete pubblicati nel post del 21.02.2016

Dalla pagina facebook

Vienna D’anselmo - È meraviglioso il mare...
È dove lasci tumulti e gioie, è spuma che ruba i ricordi alla sabbia... è felicità, freschezza e malinconia…
È salvezza il mare…è speranza...troppo spesso però è morte...onde miste a lacrime...
È eccessivo il mare...ma è sempre meraviglioso!
Sandra Gronchi - Il mare è gioia vera, divertimento, rinascita fisica e mentale, amicizia, lettura continua, scoperta e tant'altro...
Vincenzo de Pasquale - ... Infinito in movimento.
Gina Marcantonini- È un'eterna fonte di energia.
Un amico obiettivo ma anche lunatico che ti sbatte in faccia la realtà.
Una spugna che risucchia tutta la negatività per trasformarla in qualcosa di nuovo e straordinario
Lu’ Divara- Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama.
(Alessandro Baricco)

Salvo Rao- La profondità del mare nel suo punto più lontano, lì dove è un tutt'uno con l'orizzonte, ti sospinge verso l'infinito, le sue onde spumose cancellando le tue orme lasciate da poco ti ricordano la nostra precarietà.
Franco il Poeta Sorrentini - Il mare? io vado spesso a trovarlo, a volte sto in silenzio a volte gli parlo, gli dico sei grande ti vorrei abbracciare, sei la vita sei l'amore sei il mare, rispettiamolo lo stiamo uccidendo.
Roberta Atrebor Mannoni - ...è lo specchio del cielo! È un immenso grembo nel quale lasciarsi cullare. È l'infinito che inghiotte o salvifica...È un immenso cimitero dei nostri giorni
Carmelo Orlando - ...Cos'è per me il mare? ma sicuramente …Amore, Musica, Poesia!!!!
Silvano Buzzurro - Il mare per i miei occhi è come ossigeno per i miei polmoni.
Marina Balbi - Il mare: simbolo dell'inconscio collettivo.
Corrado Pani - È qualcosa di straordinario!!
Loredana Balducci- La pace, la serenità...... L'infinito
Nicola Roni - La mia vita...
Gabriele Cazzulini - Il vuoto da contemplare
Marco Loconte - Mmm...Bella domanda. Il Mare è uno dei 4 elementi…è acqua...come Terra…fuoco e aria è un elemento della Vita. È nota essenziale in scala reale nella musicalità della Vita dell'essere umano. Noi così piccoli innanzi ad ognuno dei singoli elementi…Noi così affascinati da Essi.
E del Mare…l’immensità e la varietà di Vita concentrata in Esso. Be’ lascia senza fiato ed ogni emozione dell'umano innanzi al Mare è a parer mio in vocabolario molto sintetica da poter descrivere a pieno rispetto alla Maestosa intensità di qualsiasi tipo d'emozione che si possa provare.
Il Mare…Lui crea…devasta e ricrea…lui in descrizione poetica d’entità…può esser ciò che vuole davanti alle nostre percezioni.
Da G+
Domenico Noè - Impossibile, davvero IMPOSSIBILE, sol pensare di farne un cenno, nelle strettoie di questo software! Necessita un mare di tempo, un mare di spazio, un mare di attenzioni.
Ad maiora! Grazie e cordialità
ornella lo prete - Domenico Noè, grazie a te per la partecipazione. Dunque è talmente grande da non poter trovare parole adatte per descriverlo se non collegate alla categoria dell'Infinito? Felice giornata a te ☺
Domenico Noè - No, no! cara Ornella. Il mare è finito. Noi, e tutte le nostre percezioni, siamo finiti: nel tempo, nello spazio, nella carica atomica, ecc. Forse neppure l'Universo è infinito...Infinito è soltanto Dio. Per definizione. "L'Amore che muove il Sole e l'altre stelle", per dirla con Dante.
Mi pare utile evidenziare, invece, che il mare è immenso. Io sono figlio della costa ionica della Sicilia, credo di poter affermare - tenendomi ben stretto all'umiltà - di sapere qualcosa del mare, di capire che, per conoscerlo, bisogna prima amarlo. L'Amore ci apre gli occhi della mente - come sappiamo - perciò avvertiamo, e poi comprendiamo la poesia del mare, sia dolce sia furente.
Quindi, come possiamo, in poche parole, definire l'immensità del mare? Ecco, da qui discende la necessità di tempo, e tutto il resto. Indubbiamente, sarebbe bello parlarne, cominciare a descriverlo, ma..., ma dovremmo vivere una realtà mista tra lavoro, vacanza e avventura, negli angoli di mare del mondo...
Al momento, al momento siamo imprigionati nelle nostre anguste realtà, le quali ci rimpiccioliscono...E, tra l'altro, ci impediscono di dialogare col mare, e fissare sulla carta le sue meraviglie. Così tanto offese, dagli umani, nei nostri grigi ultimi tempi!
Questo è il minimo che, qui, posso dirti...Comunque, ne son contento!
Grazie per avermi dato questa piccola possibilità!
Serena giornata per te!
ornella lo prete - Domenico Noè, mi è sembrato di stare lì a guardare il tuo mare, ascoltare le tue parole e riflettere con te. Grazie
Domenico Noè - Bello! Sinceramente Bello! Un Grazie immenso, ...circa come il mare!
Buon tutto, gentilissima Ornella!
Roberta Tosi - Il mare?  Per me è vita, ci vivo e non potrei farne a meno...alzarmi e vedere dal terrazzo di casa mia questa distesa immensa di acqua, mi infonde serenità.

I contributi più recenti sono visibili qui, nei commenti, dove potete anche aggiungere ulteriori pensieri.
 
Grazie

mercoledì 30 dicembre 2015

Felice 2016


 

Ma no! Non ci posso credere

Uno dei popoli più tecnologici, per fare gli auguri sceglie di inviare cartoline rigorosamente scritte a mano. Pare che in Giappone sia proprio così. Altrimenti ci si offende. E perché? Chiede l’interlocutrice del cuoco giapponese in una popolare trasmissione della nostra tv nazionale. In sostanza perché una cartolina scritta a mano è una manifestazione di attenzione ed è già un regalo, confezionato solo per il suo destinatario. Lì ogni persona in occasione delle feste scrive circa un centinaio di cartoline, per la gioia degli efficienti servizi postali del luogo ;-)

Un esempio da seguire?

Bene! Una pratica "antica" ma decisamente "originale" considerato il sempre più massiccio uso delle e-mail e del web più in generale. Intendiamoci, sono anche io un'appassionata di social network e anche questo post lo dimostra, però credo sia un esempio da seguire perché in quelle poche righe scritte a mano c’è molto più di un messaggio. C’è l’unicità della persona che lo ha scritto: non esiste una grafia uguale a un'altra e questo lo sanno bene i grafologi. Ma c’è anche l’emozione che ha guidato quella mano nel tradurre il pensiero in parole da donare a qualcuno, una emozione che arriva con tutta la sua carica positiva.
Certo che scrivere a tutti è un bel lavoro che richiede energia e tempo! Ed è anche lì gran parte del regalo: dedicare del tempo, e dunque un pezzetto della propria vita, per raggiungere con qualcosa di concreto chi è lontano e trasmettergli, come per un abbraccio, una emozione che si rinnoverà ogni volta che quel cartoncino tornerà fra quelle mani per essere riletto. Un dono, appunto, come un oggetto da mettere in vista per ricordarci che qualcuno ci ha pensato e ci ha voluto coccolare.
E poi, volete mettere la gioia di trovare la cassetta della posta non più solo occupata da tristi bollette da pagare!
Felice 2016
Grazie
 

martedì 22 settembre 2015

I Ricordi nelle Cose



Una domenica di pioggia...

è ideale per rimettere ordine nei cassetti. E proprio in fondo in fondo, ecco una pochette. Mostra ancora tutto il suo splendore. La apro e ne viene fuori una monetina ormai non più in uso. Quell’ oggetto trovato per caso ha avuto il potere di portarmi indietro nel tempo e farmi rivivere situazioni ed emozioni.  Ho rivisto persone nella fisionomia di allora e ho percepito anche le parole pronunciate con voci che ho riconosciuto.


Gli oggetti hanno la capacità di attivare ricordi

e rivelarci molto di quello che eravamo prima di diventare ciò che siamo. E la possibilità di allontanarsi dal presente per esplorare dalla distanza dell’esperienza trascorsa le origini del nostro modo di essere consente di ritornare al presente con nuove consapevolezze.

Gli oggetti (ma anche i cassetti ;-) faranno parte del viaggio alla scoperta dei personali talenti nel libro di metodo


C’è però anche un'altra funzione

che potrebbe assumere  un oggetto. Se non lo conosciamo nel senso che non abbiamo alcuna storia costruita insieme a quello in particolare, può stimolare la nostra fantasia e rivelarci comunque di noi proprio per ciò che costruiamo nell’immaginare la sua storia. 

Volete giocare?



A chi è appartenuta questa pochette? Che vita ha avuto? Quali sono le circostanze che l’hanno fatta dormire in quel cassetto per tanti anni? E la monetina?


Poi vi rivelerò la sua vera storia, ma adesso il bello del gioco è la possibilità di liberare la fantasia.

Grazie

giovedì 7 maggio 2015

Fotografa la tua Scrittura

Adesso è facile...



basta inquadrare un particolare con il telefonino e scattare. Per la mia grafia, che vedi nell’immagine di questo post, ho fatto così. Ma non è necessario fotografare una porzione così ampia di scrittura: basta un particolare, una decina di caratteri. Il bello sarà proprio cercare all'interno di un tuo scritto quel particolare che ti piace e vuoi immortalare in una foto, e potrai farlo anche utilizzando degli appunti o parti di scarabocchi e disegni. Poi, se ti fa piacere puoi condividerla sulla pagina facebook Talento nel Tratto . Ho intenzione di costruire uno sfondo con tutte le grafie che arriveranno, così che ognuno possa riconoscere la propria fra tante.

Oppure puoi inviarla a un indirizzo di posta elettronica (anche il tuo). E allora troverai la tua "opera" come allegato e ne potrai fare ciò che vorrai; ingrandirla e osservare il tratto fin nei minimi dettagli; oppure unirla ad altri scatti di particolari ripresi da altri campioni appartenenti a vari momenti della tua vita e farne un puzzle. Vedrai, è divertente!

Perché farlo?




È la tua opera d’arte. E anche se fino ad ora hai pensato che non avesse nulla di interessante, in questo modo cambierai opinione. E ne sarai anche orgoglioso. Potrai allora ricordare con piacere, o forse no, la fatica di imparare a scrivere a mano e la soddisfazione dei primi successi.
È ormai ricorrente il dibattito sulla opportunità di insegnare ancora la scrittura a mano, considerato che la tastiera o il tocco sullo schermo dei telefonini rende molto più veloce la comunicazione. Puoi seguire o partecipare al dibattito cliccando qui: Scrivere a mano patrimonio dell'umanità .

Ecco, questo “gioco” ha come obiettivo la comunicazione, ma innanzitutto con te stesso. Partendo dall’osservazione della tua scrittura, qualcosa di strettamente collegato alla tua individualità, è possibile accedere a quelle informazioni, un capitale, che permettono la conoscenza di te.

È in uscita un libro di metodo, Il Talento nel Tratto , che ti condurrà attraverso un percorso appassionante in cerca dei tuoi talenti innati. Imparerai tecniche grafologiche, autobiografiche e stratagemmi per un lavoro efficace.

E allora forse tornerai a cercare dei momenti per dedicarti alla scrittura e...

Raccontare la tua storia... per te o per quelli che verranno

Grazie