lunedì 1 novembre 2021

Di che Talento sei? L'organizzatore

 


Di che talento sei? L'organizzatore

“Ha carattere. Lo ha preso dal padre. Certamente il tratto suo più forte, il talento che reggeva tutti gli altri, le veniva dal padre: un acutissimo senso dell’organizzazione. A ogni segmento di tempo corrispondeva un impegno preso; lei sapeva con precisione, a ogni ora, che cosa avrebbe fatto, di quanto tempo aveva bisogno.” (da T. Capote, 1964, A sangue freddo, p. 32).

Questa citazione riguarda la descrizione di uno dei personaggi del celeberrimo libro che ha determinato una evoluzione nel giornalismo. Ma non basta. Un talento organizzativo riesce a gestire le variabili (che quindi non sono statiche) in corso d’opera senza perdere di vista risultati con massimi vantaggi e minimi rischi.

Non c’è bisogno di essere un manager per esprimere un talento organizzativo. Hai presente quante cose deve gestire una “semplice” madre con figli piccoli e con un lavoro, diciamo, da impiegata? Dai un'occhiata alla mappa del polpo. Chissà quante altre voci potresti aggiungere!

Se casalinga o manager ti riconosci in questa descrizione, complimenti! Ma se gestire tante cose contemporaneamente non fa per te o, peggio, ti procura ansia, niente paura! Ti riconoscerai sicuramente negli altri talenti che descriveremo per questa rubrica, “di che talento sei”, nei prossimi post.

Per il momento puoi consolarti con…

Il troppo stroppia

Immagina di essere in una casella dell’agenda di un compagno di vita con un talento organizzativo esagerato dove nulla è lasciato al caso, come ci si sente?

Esercitazione

Se ti sei identificato come abile organizzatore dovrai cercare all’interno della tua storia di vita delle circostanze nelle quali hai riportato risultati proprio grazie al tuo talento organizzativo.

Altrimenti, potrai indicare una persona di tua conoscenza con questo talento.

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lunedì 18 ottobre 2021

Il Talento nel Tratto: A che punto sei?

 


“A che punto sei?”


…mi ha domandato mostrandomi un centimetro da sarto. “Immagina che ogni numero di questo centimetro corrisponda a un anno della tua vita.  E tu, a che punto sei di questo centimetro con gli anni che hai compiuto?”
“Bene, allora tu sei qui”, ha detto indicando con il dito il numero corrispondente. E ha poi continuato chiedendomi:
“Quanto pensi sia lunga la vita?” Secondo il rapporto Osservasalute del 2015, La Speranza di vita degli italiani si attestava su 80,1 anni per gli uomini e 84,7 per le donne (sono andata a controllare). E la recente pandemia ha peggiorato la situazione. “Se tutto va bene ti manca questo pezzo di vita”, ha concluso mostrandomi una porzione di nastro che mi è sembrata molto piccola rispetto a quella che corrispondeva alla vita trascorsa. “E non sarà tutto di piena efficienza come quando avevi vent’anni...

"Cosa vuoi fare nel tempo che rimane?”


Ha reso l’idea! Se le emozioni sono “messaggi di azione” devo dire che quanto ho provato in quella circostanza è stato un messaggio chiaro e forte. Certo che nel tempo trascorso dal 2015 ad oggi ne ho fatte di cose! Ma ciò che conta adesso è quello che voglio ancora fare, mi sono detta.
Lo so, ho meno energia, memoria, ho bisogno di occhiali: è biologia. Però dispongo di risorse che prima non conoscevo. L'esperienza di vita mi ha fornito indicazioni sul mio miglior modo di fare le cose: i miei Talenti. E poi ho ancora tanti sogni da realizzare. Non potrò realizzarli tutti, certo, e allora dovrò scegliere, mirare con precisione e organizzare con cura le energie. So già, per esempio, che sarebbe bello imparare il cinese, ma comporterebbe (per me, ma certamente per molti di voi ne varrebbe la pena) un enorme sforzo cognitivo e dispendio di tempo che potrei utilizzare per fare altro ottenendo maggiori soddisfazioni. E poi posso accontentarmi del traduttore di Google se proprio devo comunicare con un amico che parla solo quella lingua. Insomma, sapere cosa fare e con quali risorse.

Conosci le tue risorse, i tuoi Talenti, e le tue difficoltà ? Hai deciso cosa è più importante per te negli affetti, il lavoro e la crescita personale?

Il momento di realizzare i sogni

Forse è il momento di dedicare un po' di tempo a te per  fare il punto e riprendere slancio.
Ecco il materiale occorrente:

  • Tanti fogli o un quaderno
  • La tua penna preferita

E buona ricerca!
 
Grazie

mercoledì 13 marzo 2019

Tecnologie alla scoperta: PNL




Programmazione Neuro-Linguistica


Tecnologie alla scoperta: PNL

I principi fondamentali di Programmazione Neuro-Linguistica in 47 slide da scaricare gratuitamente per conoscere, curare, migliorare la struttura dell'esperienza soggettiva.

Una nuova caramella di informazioni curiosando fra le tecnologie per lo sviluppo. Se vuoi "scartare" le altre caramellediformazione puoi andare su questo sito nello spazio dedicato.

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Grazie

giovedì 13 dicembre 2018

Viaggio alla Scoperta di Te - 3.2 - Grafologia B



Un grafologo “intuitivo”

Nel post precedente abbiamo sospeso per un po’ il lavoro sulla storia del viaggio per fornire le prime informazioni fondamentali sull’osservazione grafologica di una scrittura. L’esercizio proposto aveva lo scopo di far intravedere il fattore comune fra scritture eseguite da una stessa persona e le analogie fra i comportamenti scrittori e quelli di vita. Anche una scrittura può essere veloce o lenta e procedere allo stesso ritmo di vita di chi l’ha prodotta. Tutta la nomenclatura utilizzata dai grafologi per definire le caratteristiche di una grafia è indicativa di altrettante probabili caratteristiche comportamentali.

Poiché però qui non è principalmente ai grafologi che mi rivolgo, cito a sostegno una affermazione di C.Jamin “il primo scopo da raggiungere è l’annotazione corretta delle grandi dominanti, cioè dei 2,3 e qualche volta 4 o 5 tratti più essenziali” (ABC della grafologia, 1930,p.43). Inoltre, adottando un’altra affermazione di Max Pulver: “Grafologo è innanzitutto colui che è colpito dalla qualità formale e strutturale. Dei dati intuitivi della scrittura” (La simbologia della scrittura 1931, p. 2), credo che tu possa senza indugio avvalerti delle indicazioni generali che questi post ti forniscono per avventurarti nell'osservazione di una tua pagina di diario pur non avendo alcuna preparazione teorica. Con un fondamentale approccio. I significati dei segni che leggerai di seguito non dovranno essere accolti come certezze, ma come ulteriori occasioni di approfondimento cercando un riscontro in altrettanti comportamenti di vita.

COSA OSSERVA UN NON GRAFOLOGO

E così non potendo qui parlare dei molteplici aspetti che osserva un grafologo per una analisi, ho estratto ciò che una persona priva di qualunque nozione specifica in genere nota in una grafia. L’elenco che segue ha più o meno questo intento. Di fianco ad ogni tratto ho inserito fra parentesi il genere al quale appartiene. Indicherò i significati nel caso di presenza positiva o negativa. Ad esempio: per la leggibilità o la illeggibilità, cosa potrebbe indicare se la grafia è chiara, e cosa invece se illeggibile. Naturalmente ci sono tante posizioni intermedie fra la presenza o l’assenza del segno e allora starà a te valutarne l’intensità e il suo significato. Noterai che i significati per uno stesso segno possono essere diversi e anche opposti. Ed è questo il motivo per cui una buona osservazione di una grafia deve tener conto dell’insieme per poter valutare e inferire la presenza di un tratto di personalità.

1.      Se è leggibile (forma)

2.      Se è molto grande o molto piccola (dimensione)

3.      Se è prevalentemente curva o piena di angoli (forma)

4.      Se crea dei solchi nel foglio (pressione)

5.      Se è ordinata (forma)

6.      Se è elegante (forma)

7.      Se è regolare (continuità)

8.      Se sale sulla riga o se scende (direzione)

9.      Se le lettere alte sono inclinate (inclinazione)

10.  Se è lanciata con sicurezza verso il margine destro (velocità)

 

SIGNIFICATI GENERALI (I° parte)

I significati generali sono tratti direttamente dai testi fondamentali dei due teorici appena presentati e dai principali manuali o dizionari di grafologia attualmente in uso per la preparazione dei grafologi con in più alcune considerazioni aggiuntive collegate al metodo TALENTOneltratto.

1.      Se è leggibile (forma)

Secondo C.Jamin, una scrittura “illeggibile” (confusa) “rivela una mente che non è in grado di manifestare chiaramente il pensiero” (p. 182). Potrebbe anche appartenere ad un malato che non abbia il controllo dei movimenti o ad un bambino con dei “ritardi”.

In genere si guarda all’interno della grafia cosa crea illeggibilità: se siano le forme mal costruite o appesantite da complicazioni, un problema di organizzazione spaziale o altro.

Mi è capitato di incontrare scritture poco chiare in affermati professionisti. Potrei aggiungere che la mancanza di chiarezza può riscontrarsi per velocità, per mancanza di precisione o per riservatezza: il voler nascondere ad occhi indiscreti (ma potrebbe essere anche a se stessi) ciò che si scrive.

Al contrario, la scrittura “chiara” è ben leggibile. Indica “un insieme armonioso ed è quindi uno dei segni più belli di intelligenza e un eccellente indizio di rettitudine” (p. 172).

E gli autori sono in genere concordi nell’affermare che appartiene a una mente chiara, un pensiero logico, fermezza e dominio di sé.

Di certo è una persona che vuole comunicare chiaramente il suo pensiero e ci riesce. Ciò non vuol dire che sia una persona “spontanea” o “retta”.

2.      Se è molto grande o molto piccola (dimensione)

Una scrittura è “grande” se supera i tre millimetri di altezza nelle lettere basse. “La grandezza della scrittura corrisponde alla grandezza del sentimento di sé “(del proprio valore) (Pulver p. 39)

Si cerca di capire dove si realizzi maggiormente questa espansione della dimensione (in quale area della scrittura) e ci si rivolge alla simbologia della scrittura presentata nel post precedente per avanzare delle ipotesi.

Ciò che conta è che per quanto grande sia la scrittura rimanga armonica e ben integrata all’ambiente. Se la necessità espansiva non faccia perdere il contatto con la realtà (il rapporto con il foglio le altre lettere).

Se invece è molto “piccola”, potrebbe indicare una persona con un debole impulso dell’Io, se in un contesto di scrittura debole e poco vitale. Più spesso appartiene a persone che tendono all’oggettività quali: scienziati, filosofi o religiosi (Pulver p. 41)

3.      Se è prevalentemente curva o piena di angoli (forma)

La scrittura è “curva” quando prevale la linea arrotondata. Il bambino in età scolare scrive prevalentemente con forme curve perché il modello calligrafico appena appreso è così costituito. Nell’adulto il mantenimento delle forme curve è legato alla richiesta affettiva, alla femminilità, alla socialità e alla capacità di carpire il favore dell’interlocutore (Peugeot p. 77). Anche in questo caso le forme chiuse o aperte o il rigonfiamento immotivato degli ovali necessitano di osservazioni attente anche della zona nella quale si inscrivano per una valutazione accurata.

La scrittura “angolosa”, al contrario, è quella prevalentemente costituita da angoli. Per fare un angolo ci vuole una energia maggiore che per una curva.

Indica quindi combattività, coraggio, senso del dovere, ostinazione. Un adattamento in modalità di lotta che se in un contesto disarmonico può rappresentare: rudezza, intransigenza, aggressività, spirito di contraddizione.


Siamo giunti alla seconda esercitazione. Questa volta saranno le raccolte di scritture vergate da persone diverse. Non importa la distinzione fra bambini o vecchi, uomini o donne. Questo esercizio consiste nell’osservare in sequenza le scritture prodotte da persone diverse cercando di cogliere le principali differenze fra una grafia e l’altra. Dopo il primo approccio intuitivo, puoi ripetere gli esercizi facendoti aiutare da quanto fin qui hai letto sulla tecnica grafologica

A cosa serve?

·         Percepire le principali differenze o somiglianze fra scritture

·         Cogliere il passaggio da un approccio intuitivo e l’applicazione della teoria seppur molto semplificata

·         Allenare l’osservazione su scritture “lontane” per prepararsi all’osservazione della pagina del proprio diario

Se vuoi puoi raccontare qui la tua esperienza

Grazie

Il post successivo concluderà la definizione degli aspetti più evidenti di una grafia.  Questa volta ti fornirà indicazioni per applicare il metodo grafologico all’osservazione della pagina del tuo diario. Se ti fa piacere leggerlo puoi consultare talentoneltratto.com


Il metodo TALENTOnelTratto® di cui questi post fanno parte è stato concepito per rendere capaci di individuare i personali talenti partendo dall'osservazione della grafia e attraversando la propria storia di vita. Il Talento nel Tratto è il libro di metodo 


 
 

giovedì 1 novembre 2018

Viaggio alla Scoperta di Te - 3.3



 
Raccontare e raccontarsi

La prima attività da compiere appena tornato a casa è stata quella di creare una cronologia degli avvenimenti abbinando i reperti. Poi, hai avuto delle informazioni generali per poter osservare, così come farebbe un grafologo, una pagina del diario scritto durante il viaggio. Con il punto di vista del “grafologo intuitivo” avrai certamente scoperto delle cose interessanti sul mondo della grafologia e su come potresti arrivare a comprendere i messaggi più forti che la tua scrittura reca con sé.


Adesso è il momento di riaprire il cassetto e portare avanti il lavoro svolto sulla cronologia. Rileggila riga per riga con attenzione includendo e osservando anche i reperti che sono indicati a fianco di ogni attività. Poi prendi dei fogli e la tua penna preferita, scegli un momento e un luogo tranquilli e inizia a scrivere il racconto scorrendo riga per riga la tua cronologia e tenendo conto di tutti i reperti che saranno utili ganci per la memoria.

 
1 - PRIMO RACCONTO

·         La scrittura di getto

Scrivi di getto tutto ciò che ricordi senza preoccuparti troppo della forma. L’unico accorgimento sarà quello di piegare i fogli a metà in senso verticale e scrivere solo sul lato sinistro (o su quello destro se ti trovi meglio) come si faceva a scuola con il foglio protocollo per i compiti in classe. Puoi anche utilizzare un computer, ma almeno le prime pagine dovranno essere scritte a mano.  Durante la scrittura è possibile che ti vengano in mente anche ulteriori ricordi da inserire in altre parti del racconto oppure pensieri che riguardano la tua vita di tutti i giorni (ad esempio che devi ricordarti di passare all’ufficio postale). In tutti questi casi ti suggerisco di girare il foglio e di annotarli sul retro così da non perdere concentrazione.


Completato questo lavoro che ti richiederà un po’ di tempo, puoi farlo riposare nel cassetto per qualche giorno per poi riprenderlo ed avviare la fase dell’arricchimento
·        

Per il momento mi fermo qui non senza averti proposto una


Piccola esercitazione


Prima di mettere il racconto a riposo nel cassetto, rileggilo ad alta voce registrandolo. Poi distogli la tua attenzione e occupati di altre faccende quotidiane. In un momento di calma successivo ascolta la riproduzione. Quale impressione ne hai ricevuto? Cosa vorresti correggere?


A cosa serve?


·        Sperimentare il racconto come se fosse stato scritto da un’altra persona

·        Risvegliare la memoria e trovare ulteriori spunti di arricchimento

·        Apprezzare in corso d’opera il risultato degli sforzi compiuti e trarre nuovo slancio per continuare

 

Se vuoi puoi raccontare qui la tua esperienza

 

Grazie

 
La prossima uscita sarà nel mese di dicembre e ti ricondurrà nel mondo della "grafologia per non grafologi". Potrai così aggiungere qualcosa alla conoscenza necessaria al riconoscimento dei tuoi Talenti anche osservando la grafia.
Se ti fa piacere seguire le nuove pubblicazioni puoi consultare talentoneltratto.com.

I contenuti di questi post costituiscono un'applicazione del metodo
TALENTOnelTratto®