domenica 12 dicembre 2021

Tracce di Talento nei giochi d'infanzia

"Giocando s'impara"...

A patto che il gioco sia davvero interessante e che sappia essere strumento di soddisfazione. Anche se quello che soddisfa qualcuno potrebbe lasciare indifferenti altri. E la molteplicità di giochi, dai più semplici un tempo ricavati disegnando con un coccio sull'asfalto (qualcuno ricorderà la "campana") a quelli più tecnologici giocati utilizzando il telefonino della mamma durante interminabili attese, fornisce un campionario vastissimo di stimoli per catturare attraverso preferenze e risposte le disposizioni innate e il modo più efficace per svilupparle.

In tempo di corsa ai regali qualcuno regalava "Il piccolo chimico" sperando di stimolare un talento scientifico, ma anche la semplice palla, per versatilità e "insospettabilità" come gioco "didattico", aveva un forte potenziale di conoscenza.

Non sto parlando solo di calciatori in erba, ma di abilità allenate proprio grazie al piacere di un gioco e poi rese fruibili in altri ambiti anche lavorativi. 

Gioco individuale o di squadra?

Continuando con l'esempio della palla, giocare da soli facendola rimbalzare sul muro con difficoltà crescenti o roteare su un dito senza farla cadere non era abilità di tutti. Ci voleva precisione, senso dell’equilibrio, impegno nell’eseguire un allenamento per ottenere risultati soddisfacenti. Cosa motivava tanto impegno: la competizione rispetto a un compagno oppure il riconoscimento personale delle proprie capacità? E se si preferiva il gioco di squadra: corpo a corpo o “distanziamento”? Rugby o pallavolo?

Esercitazione

Individua il tuo gioco preferito nell’infanzia e ispirati alla porzione di mappa di questo post per aggiungere alcune informazioni. Analizzalo con il “Sistema dei 12 campi” utilizzandone i primi quattro presentati nel post Il Sistema per scoprire i Talenti

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Questo e molto altro nel libro di prossima pubblicazione “Talenti Adulti”: un testo di approfondimento del metodo esposto in forma sintetica in Il Talento nel tratto

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Grazie

 

 

lunedì 22 novembre 2021

Il Sistema per scoprire i Talenti

Osservare Comportamenti

"Vuoi scoprire i tuoi Talenti? Hai già tutto quello che serve: comportamenti di scrittura e di vita." 

 

Questo è lo slogan del metodo TALENTOnelTratto®.

I comportamenti sono comunicazione. Ma anche l'apparente assenza di comportamento, intesa come assenza di movimento, è comunicazione e informazione per chi ci osserva. Perché come recita il primo assioma della comunicazione definito da tre importanti studiosi della materia Watzlawich, Beavin e Jackson, "Non si può non comunicare" (in Pragmatica della comunicazione umana, 1967).

Più complicato è osservare i propri comportamenti.  Fondamentale è prenderne le distanze. Osservare una scrittura a mano secondo il metodo grafologico svela alcuni aspetti comuni ad altri comportamenti dell'autore. Un capitale di informazioni è racchiuso nella storia di vita che secondo Bandler e Grinder costituisce il modello più completo del sistema rappresentazionale di una persona (in La struttura della magia, 1975). Si trovano informazioni sul modo di interpretare la realtà e la personale visione del mondo fatta di aspettative, paure, speranze e pregiudizi (in Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento, 1977); ciò che si è imparato e come, oltre a ciò che riesce meglio e a quali condizioni.

Agiamo e interagiamo all'interno di un ambiente per necessità o piacere, in un determinato tempo. Per entrare in contatto utilizziamo i sensi e attiviamo energia.

Già questi primi 4 punti di osservazione forniscono informazioni preziose. 

Come cogliere tutti gli aspetti fondamentali per giungere ai punti di forza, alle aree di miglioramento o addirittura a ciò per cui si è proprio negati semplicemente osservando un evento comunicativo? Scomponendolo negli elementi che hanno concorso alla sua realizzazione. Tenendo sempre presente che tutti i 12 campi sono strettamente interconnessi così come avviene in un sistema aperto: se un solo elemento viene sostituito o modulato in misura diversa all’interno di un campo, tutti gli altri subiranno un cambiamento adattativo per giungere al risultato atteso.

Un comportamento adeguato in contesto familiare potrebbe essere fuori luogo in ambiente lavorativo. Una persona con un udito particolarmente sensibile sarebbe forse un talento della musica se libera di esprimersi in contesti ideali, ma sarebbe certamente a disagio se costretta a svolgere attività lavorativa in luoghi rumorosi. Ecco perché mettere "la persona giusta al posto giusto “renderebbe risultati competitivi. Una valutazione alla luce dei 12 campi potrebbe aiutare a conoscere e riconoscere punti di forza, limiti e possibilità di sviluppo.

In quali condizioni era ciascuno dei 12 campi in presenza di un comportamento di successo? E in presenza di un insuccesso clamoroso? Se lo chiedono gli atleti, ma ciascuno può essere coach di se stesso con questo metodo.

Esercitazione

Scegli un evento di successo del tuo passato e cerca di analizzare all’interno di quell’evento quali erano le condizioni dei primi quattro campi dello schema: ambiente, sensi, tempo, energia.

È il primo passo per giungere al riconoscimento dell'anello della catena che ha fatto la differenza.

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lunedì 1 novembre 2021

Di che Talento sei? L'organizzatore

 


Di che talento sei? L'organizzatore

“Ha carattere. Lo ha preso dal padre. Certamente il tratto suo più forte, il talento che reggeva tutti gli altri, le veniva dal padre: un acutissimo senso dell’organizzazione. A ogni segmento di tempo corrispondeva un impegno preso; lei sapeva con precisione, a ogni ora, che cosa avrebbe fatto, di quanto tempo aveva bisogno.” (da T. Capote, 1964, A sangue freddo, p. 32).

Questa citazione riguarda la descrizione di uno dei personaggi del celeberrimo libro che ha determinato una evoluzione nel giornalismo. Ma non basta. Un talento organizzativo riesce a gestire le variabili (che quindi non sono statiche) in corso d’opera senza perdere di vista risultati con massimi vantaggi e minimi rischi.

Non c’è bisogno di essere un manager per esprimere un talento organizzativo. Hai presente quante cose deve gestire una “semplice” madre con figli piccoli e con un lavoro, diciamo, da impiegata? Dai un'occhiata alla mappa del polpo. Chissà quante altre voci potresti aggiungere!

Se casalinga o manager ti riconosci in questa descrizione, complimenti! Ma se gestire tante cose contemporaneamente non fa per te o, peggio, ti procura ansia, niente paura! Ti riconoscerai sicuramente negli altri talenti che descriveremo per questa rubrica, “di che talento sei”, nei prossimi post.

Per il momento puoi consolarti con…

Il troppo stroppia

Immagina di essere in una casella dell’agenda di un compagno di vita con un talento organizzativo esagerato dove nulla è lasciato al caso, come ci si sente?

Esercitazione

Se ti sei identificato come abile organizzatore dovrai cercare all’interno della tua storia di vita delle circostanze nelle quali hai riportato risultati proprio grazie al tuo talento organizzativo.

Altrimenti, potrai indicare una persona di tua conoscenza con questo talento.

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lunedì 18 ottobre 2021

Il Talento nel Tratto: A che punto sei?

 


“A che punto sei?”


…mi ha domandato mostrandomi un centimetro da sarto. “Immagina che ogni numero di questo centimetro corrisponda a un anno della tua vita.  E tu, a che punto sei di questo centimetro con gli anni che hai compiuto?”
“Bene, allora tu sei qui”, ha detto indicando con il dito il numero corrispondente. E ha poi continuato chiedendomi:
“Quanto pensi sia lunga la vita?” Secondo il rapporto Osservasalute del 2015, La Speranza di vita degli italiani si attestava su 80,1 anni per gli uomini e 84,7 per le donne (sono andata a controllare). E la recente pandemia ha peggiorato la situazione. “Se tutto va bene ti manca questo pezzo di vita”, ha concluso mostrandomi una porzione di nastro che mi è sembrata molto piccola rispetto a quella che corrispondeva alla vita trascorsa. “E non sarà tutto di piena efficienza come quando avevi vent’anni...

"Cosa vuoi fare nel tempo che rimane?”


Ha reso l’idea! Se le emozioni sono “messaggi di azione” devo dire che quanto ho provato in quella circostanza è stato un messaggio chiaro e forte. Certo che nel tempo trascorso dal 2015 ad oggi ne ho fatte di cose! Ma ciò che conta adesso è quello che voglio ancora fare, mi sono detta.
Lo so, ho meno energia, memoria, ho bisogno di occhiali: è biologia. Però dispongo di risorse che prima non conoscevo. L'esperienza di vita mi ha fornito indicazioni sul mio miglior modo di fare le cose: i miei Talenti. E poi ho ancora tanti sogni da realizzare. Non potrò realizzarli tutti, certo, e allora dovrò scegliere, mirare con precisione e organizzare con cura le energie. So già, per esempio, che sarebbe bello imparare il cinese, ma comporterebbe (per me, ma certamente per molti di voi ne varrebbe la pena) un enorme sforzo cognitivo e dispendio di tempo che potrei utilizzare per fare altro ottenendo maggiori soddisfazioni. E poi posso accontentarmi del traduttore di Google se proprio devo comunicare con un amico che parla solo quella lingua. Insomma, sapere cosa fare e con quali risorse.

Conosci le tue risorse, i tuoi Talenti, e le tue difficoltà ? Hai deciso cosa è più importante per te negli affetti, il lavoro e la crescita personale?

Il momento di realizzare i sogni

Forse è il momento di dedicare un po' di tempo a te per  fare il punto e riprendere slancio.
Ecco il materiale occorrente:

  • Tanti fogli o un quaderno
  • La tua penna preferita

E buona ricerca!
 
Grazie