domenica 16 agosto 2015

I Biscotti "Ignoranti"




Vuoi scoprire se hai un Talento da pasticcere? 

Cosa? Non sai cucinare? È proprio a te che mi rivolgo. Hai già tutto quello che ti serve: il gusto. E poi dovrai certamente tener conto di intolleranze varie: chi non ne ha? Ecco alcuni semplici consigli.

I biscotti hanno un corpo
La farina: puoi scegliere fra quelle di frumento, di farro, di grano saraceno, di mais, di riso, di avena e tante altre. Puoi utilizzarle raffinate o grezze, da sole oppure insieme ad altre.
Fai la tua scelta e mettile sul tavolo della cucina, se è di marmo, oppure su una spianatoia di legno. Ma puoi anche utilizzare una ciotola. Lasciale cadere come per farne una montagna e poi con il pugno fai un “cratere” al centro. Il tuo vulcano è pronto per accogliere gli altri ingredienti.

Costruisci il sapore
Be’ ti puoi sbizzarrire con quello che più ti piace: frutta secca o fresca tagliata a pezzettini. Puoi aggiungere del cacao oppure tante spezie: nei supermercati ci sono interi scaffali.
E non dimenticare lo zucchero: bianco raffinato, di canna oppure il miele.

Un po’ di grasso
serve a renderli più morbidi. E allora puoi scegliere un olio vegetale: dall’extravergine di oliva a quelli di semi e alle margarine. Ma ci sono anche quelli di tipo animale: burro, strutto e uova.

Qualcosa per renderli più leggeri
Il lievito: quello di birra o il lievito madre che usano i fornai, ma anche i preparati in polvere e l bicarbonato. Meglio usarne poco.

In ultimo
Un po’ di acqua per dare umidità (ma se preferisci il latte, il vino, o dei liquori, vanno bene ugualmente).
Sei pronto per impastare. Puoi iniziare con una forchetta facendo scendere gradatamente parte dei bordi del cratere di farina all’interno della parte umida fino a farla assorbire completamente. Se ti sembra che l’impasto sia troppo asciutto aggiungi dell’altra acqua e se invece ti sembra troppo umido aggiungi dell’altra farina. Deve avere la consistenza della creta o del pongo (ricordi quando ci giocavi da bambino?).

È il momento di mettere le mani in pasta 
Fai un serpentone (non troppo grande) e affettalo ponendo le fette su carta da forno adagiata su una teglia. Circa 30’ di cottura a fuoco moderato (180°) - ma anche qui, sarai tu a decidere se li vuoi più o meno cotti - e saranno pronti.

Ecco tutto
La ricetta per creare i biscotti su misura per te è proprio questa. Ma il lavoro lo dovrai fare tu. Parti con piccole dosi e assaggia. Ascolta il tuo gusto, annota su un quadernetto e modifica. 
Alla fine trova un nome "speciale" per la tua invenzione e non dimenticare di raccontarci la tua ricetta.
 

Se proprio vuoi conoscere gli ingredienti dei miei biscotti...

Farina di farro, una mela cruda a pezzetti e uva sultanina , albicocche disidratate e gherigli di noci sminuzzati, zucchero di canna, olio extravergine di oliva, un po' di acqua, un pizzico di bicarbonato e uno di cannella.

Perché li ho chiamati ignoranti? 

Perché per ascoltare il proprio "gusto" ed essere creativi è utile dimenticare tante regole.

Buon appetito!

martedì 14 luglio 2015

Lucida il tuo Talento


Quale migliore occasione dell’Estate...

per sdraiarsi in un prato come questo, con il canto delle cicale, o su una spiaggia, con il fragore delle onde, e fermarsi a riflettere su ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. E allora anche rileggere quei libri che sono alla base della nostra preparazione può regalarci ulteriori apprendimenti. Sì, perché nel frattempo abbiamo vissuto esperienze e acquisito nuove conoscenze sui temi  fondamentali nella nostra professione o per la nostra passione. Siamo cambiati perché gli apprendimenti, quelli veri, trasformano e ci offrono sempre nuovi modi di analizzare, valutare, decidere e fare.

In valigia
Raggruppare qualche libro o rivista da mettere in valigia o nello zaino, con le annotazioni di allora alle quali aggiungere quelle di adesso, riattiva anche la memoria che è collegata alle cose. Ricorderemo certamente anche ambienti e persone di tanto tempo fa.

Senza dmenticaare dei fogli e qualche matita colorata per fissare riflessioni e progetti, ma anche per abbozzare disegni. Lo so che non tutti sanno disegnare, ma molti credono di non saperlo fare perché non ci hanno più voluto provare. Anche questo può riservare delle sorprese.

Piccoli stratagemmi per far sì che una vacanza diventi davvero l’occasione per ricaricarsi di energia e motivazioni e prepararsi a una ripresa che porterà nuovi successi.

Felici vacanze!

venerdì 5 giugno 2015

Non ci credo, però...




Così fan tutti

Giochiamo ancora? Questa volta vi propongo un viaggio attraverso tradizioni e superstizioni. Chi di noi non ha augurato almeno una volta “in bocca al lupo” e si è sentito rispondere “crepi”? Oppure il cornetto rosso sempre a portata di mano. E le perle, che non si regalano altrimenti possono procurare lacrime a chi le riceve?

Insomma, approfittiamo del gruppo composto da amici di tante  culture per mettere in comune le esperienze e conoscere altri modi, anche molto personali oppure osservati  altrove,  di propiziare il successo o scongiurare un pericolo.


Puoi dircelo con parole tue perchè non è un esercizio di stile e dunque, se lo preferisci, anche in dialetto.

Grazie

martedì 19 maggio 2015

Dillo con Parole Tue



In un silenzio carico di tensione...

l’insegnante faceva scorrere il dito sulla lista di nomi nel registro di classe. “Venga, venga, venga…” e arrivava il nome pronunciato con tono solenne. “Ti faccio una domanda facile facile…”. Alla lavagna, il poveretto era in attesa che qualche lume gli consentisse di superare dignitosamente l’interrogazione. E niente. Allora dalla cattedra arrivava un aiutino per favorire la memoria, ma otteneva solo qualche tentativo maldestro di completare le parole accennate.  “Ce l’ho proprio sulla punta della lingua prof”, si difendeva il malcapitato.

" E allora dillo con parole tue…"


lo incoraggiava il comprensivo professore.

Sarà stato il pomeriggio trascorso in cortile senza tener conto della possibilità di essere interrogato, o un metodo di studio non adeguato. Ma poteva anche essere che seppur era avvenuta la comprensione dei concetti, non si era in grado di riprodurla in una esposizione chiara, per non aver dedicato altrettanta cura all’uso del linguaggio: di quel linguaggio specifico. E allora potersi avvalere di un registro linguistico essenziale come quello solitamente parlato con i propri pari - le “parole tue”, appunto - avrebbe probabilmente reso più agevole la comunicazione.
Intendiamoci, ritengo che soprattutto in età evolutiva sia fondamentale la cura nell’acquisizione di competenze linguistiche versatili, così da potersi relazionare in modo adeguato a seconda dei contesti. Nel manuale di Graffi G. e Scalise S. (2002), “Le lingue e il linguaggio” si distingue fra: l’italiano scritto, parlato formale, parlato informale, regionale; dialetto di koinè (inteso come il dialetto regionale parlato dai lombardi rispetto ai pugliesi, ad esempio),  del capoluogo di provincia e locale. Tante modalità che con le evoluzioni culturali e sociali di questi anni si sono di certo ulteriormente arricchite. Ma poi, soprattutto nei linguaggi parlati, è raro trovare delle forme pure proprio perché ognuno negli ambienti che frequenta è esposto a situazioni che gli regalano esperienze personali e per certi versi uniche.
Il tema è affascinante e potrebbe dare avvio a interessanti discussioni. Il piacere di leggere una pagina ben scritta può essere simile all'incontro con un'opera d'arte. Trovo però che fra tutte le possibilità classificate dagli studiosi, i dialetti costituiscano un grande capitale nella disponibilità comunicativa di tante persone. Inoltre, sono convinta che alcuni termini o locuzioni dialettali rendano ancor meglio il senso di ciò che si vuole trasmettere, rispetto a quello che può fare un registro linguistico più evoluto. Potete verificarlo leggendo quello che hanno condiviso i partecipanti alle community in Regalaci un Proverbio  (molti contributi sono in dialetto).  Credo allora sia utile conservare anche le disponibilità dialettali come ricchezze ereditate e certezze identitarie importanti nel bagaglio culturale di ognuno.

Un immenso capitale di conoscenze ed esperienze


E la possibilità di utilizzare il proprio modo senza timore di essere giudicati è ancora più preziosa nel mondo degli adulti. Soprattutto se questi non hanno avuto una formazione scolastica soddisfacente, non è detto che non abbiano maturato competenze raffinate in molti ambiti del sapere conseguite sul campo durante l'attività lavorativa o seguendo le proprie passioni. Degli immensi capitali di conoscenze situate, bloccate dietro il timore di giudizi lapidari per esposizioni in un italiano parlato informale o povero, potrebbero rendersi disponibili e produrre nuova conoscenza proprio grazie all'interazione.

Viva i social network


Uno dei vantaggi dei social network e della rete in generale è l’aver reso più colloquiale lo scambio di informazioni, legittimando proprio questi linguaggi meno evoluti e liberando risorse informative pregiate
Ma anche gli “errori” grammaticali e le frasi sconnesse suscitano meno sorpresa in quanto la funzione di completamento automatico  della quale è provvista la gran parte dei dispositivi mobili ne produce in grande quantità. Insomma, ci siamo abituati all’imperfezione in virtù di una comunicazione più immediata. E allora si ottengono risposte risolutive per tanti problemi proprio perché si può accedere a quel capitale di esperienze custodito da tanta umanità.

Il proprio modo di parlare è una manifestazione del proprio modo di essere...

e forse è arrivato il momento di rompere eventuali indugi e sbloccare il capitale presente in ognuno perché è proprio al suo interno che è possibile cercare e liberare i personali talenti.

Nel libro Il Talento nel Tratto , sono proprio "le parole tue" a condurre verso la scoperta di informazioni preziose che ti riguardano.
Concludo con locuzioni dialettali romanesche


"Famo a capisse" e allora... "Parla come magni"


Conosci altri modi per indicare gli stessi concetti? Puoi condividerli qui oppure nella pagina Facebook Talento nel Tratto
#talentoneltratto




Grazie