lunedì 25 aprile 2016

Laboratorio a Milano il 2 luglio 2016





“Riconoscere” il proprio Talento

con il metodo TALENTOnelTratto®
 

Un nuovo percorso di ricerca dei punti di forza e delle aree di miglioramento iniziando dall’osservazione della grafia e attraversando la personale storia di vita

Ripartire da sé con nuova consapevolezza vuol dire anche una migliore

·         Fiducia nelle proprie capacità e autocontrollo

·         Sicurezza nel mondo del lavoro

·         Spontaneità nelle relazioni

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Laboratorio didattico introduttivo

TUTTO IN 1 GIORNO

Milano, sabato 2 luglio 2016, dalle 9,30 alle 17,30

Aula corsi presso la Libreria Claudiana via Francesco Sforza 12/a – 20122 Milano

Obiettivi

·         Avviare insieme il percorso di ricerca, da proseguire poi in autonomia seguendo le indicazioni di metodo riportate nel libro IlTalento nel tratto

Destinatari

·         La nuova proposta si rivolge a chiunque sia interessato a una migliore conoscenza di sé e agli operatori nel settore dell’autoaiuto e della crescita personale

Docente

·        Ornella Lo Prete, esperta in processi formativi, specializzata in formazione degli adulti e consulenza nelle organizzazioni, grafologa, autrice del metodo TALENTOnelTratto®

Contributo di partecipazione

·         Per le prime sessioni il contributo di partecipazione sarà di € 30,00 IVA inclusa. Per coloro che si iscriveranno effettuando il versamento entro il 31 maggio 2016 il contributo sarà di € 20,00 IVA inclusa. Le iscrizioni saranno chiuse appena raggiunte le 21 preiscrizioni

·         La quota comprende il materiale didattico necessario allo svolgimento delle esercitazioni. Sarà opportuno procurarsi copia del libro in vendita anche presso la libreria Claudiana, sede del corso
Informazioni e/o iscrizioni: talentoneltratto@yahoo.com
Grazie

domenica 17 aprile 2016

L'arte della persuasione

...tutta in un colpo d'occhio.

Ci sono persone che appena incontrate, così, senza avere riferimenti precedenti, potremmo definire "carismatiche": quelle dotate di un fascino personale. Oppure persone che ci sembrano "autorevoli": quelle che qualunque cosa dicano, ci crediamo. Sono spesso doti naturali certamente presenti nei veri leader. Però chi per mestiere deve convincere e chi invece desidera almeno intervenire con successo in una disputa anche semplicemente conquistando l'attenzione dell'uditorio può avvalersi di antiche tecniche sempre più attuali.
 
La retorica, da Aristotele ai giorni nostri è affascinante e utile: basta conoscerne le basi. Per un primo approccio puoi seguire i rami della mappa partendo dal primo in alto a destra in senso orario, e le slide di FORMAZIONEinCaramelle™ .
 
L'arte della persuasione si può imparare?
 
Grazie

 

lunedì 28 marzo 2016

Il Timore di Sbagliare



Un foglio protocollo e il pesantissimo vocabolario sotto il braccio perché è giorno di “compito in classe”.

Quanti di noi non ricordano quel silenzio carico di tensione nell’attesa di conoscere le domande di verifica! E poi la riconsegna degli esiti? Quei segni rossi o blu a indicare la “gravità” dell’errore. Una cifra a volte affiancata dal segno “più o meno”, tanto per aggiungere delle informazioni “più o meno” benevole: il responso.

Ma quella paura del giudizio è rimasta sempre con noi. Anche adesso che siamo stimati professionisti dobbiamo misurarci con il timore di sbagliare. Eppure dagli sbagli si impara molto. È proprio dopo esserci scottati con il fuoco che sappiamo di doverci proteggere.

L’evoluzione è andata avanti procedendo per prove ed errori


Soprattutto se non ci sono riferimenti precedenti ai quali ricorrere e forse perché i consigli non richiesti non vengono spesso ascoltati, ci dobbiamo provare. Certo, dopo esserci in qualche modo preparati immaginando i possibili esiti, ma il risultato lo conosceremo solo dopo aver sperimentato.

Perché come sperimentiamo noi non lo fa proprio nessun altro


E lasciamo andare la preoccupazione del sentirsi redarguire con un “te lo avevo detto!”: ci sarà sempre qualcuno pronto a sottolineare con la matita rossa il nostro errore, ma noi intanto avremo imparato molto e soprattutto avremo fatto un passo avanti nella nostra crescita personale.

                     Accogliere gli sbagli con un sorriso 


E' tutta questione di interpretazione. Per un esperto di umorismo come Matteo Andreone, nel suo Lezioni di comicità del 2013, se gli errori, fondamentali per i bambini in apprendimento, sono stati accolti con negatività dall'ambiente circostante, la modalità incapacità e inadeguatezza continuerà ad essere la sola risposta emotiva agli errori; se, invece, sono stati accolti con un sorriso, saranno individui più propensi all'esperienza. Gli errori sono una risorsa preziosa anche per sviluppare il pensiero umoristico. Al punto da consigliare di agire senza pernsarci troppo per creare quelle situazioni paradossali che stimolano la creatività. Meglio non esagerare se la nostra professione non è quella del comico!

E allora domandiamoci…


Quante opportunità abbiamo perso per il timore di sbagliare?

Piccola esercitazione

1° parte

Prendi dei fogli bianchi (ma vanno bene anche a righe o quadretti) e lo strumento che utilizzi di solito per scrivere. Cerca un momento e un luogo tranquilli e vai con il pensiero a quella volta in cui hai avuto la consapevolezza di aver commesso un errore. Probabilmente ti torneranno alla mente anche le emozioni negative di quell'evento. Allora prova a scrivere almeno un insegnamento (ma 3 sarebbero l'ideale) che ti ha lasciato quell'errore.

2° parte

E adesso vai a quella volta in cui il timore di sbagliare ti ha impedito di provare e di ottenere dei sicuri vantaggi e annota con cura anche questo sullo stesso foglio.

 

* Le esercitazioni traggono spunto dal metodo TALENTOnelTratto®

Grazie

 
 
 
 

venerdì 18 marzo 2016

Essere Padre

 

Padri non si nasce...

lo si diventa (forse). Che fatica però! Ma cosa si pensa debba fare ed essere un padre? Quali emozioni e progetti con quel fagottino fra le braccia? Le donne non potranno mai capire fino in fondo, così prese dal loro ruolo di madri, mogli o figlie.
Papà, è il vostro momento!
Raccontateci tutto. Fateci entrare nel vostro mondo.

Grazie

mercoledì 2 marzo 2016

Il tesoro nelle Cose "estinte"


Foto scattata nel museo "Beato Don Carlo Gnocchi" a Milano



Un mercatino dell’antiquariato...


o del modernariato? Oggetti tanto usati e consumati in alcuni punti. Ecco un vecchio macinacaffè, una macchina da scrivere, un corsetto di stecche di balena, un mappamondo con un mondo che è tanto diverso da quello che conosciamo adesso.

Eppure, nella maggior parte dei casi non è che non abbiamo più quei bisogni! Ancora ci piace sorseggiare un buon caffè e sono aumentati gli scrittori di libri. Però sono proprio cambiate le modalità per ottenere quei risultati. È certamente aumentata la velocità di vita e dunque tutto si deve ottenere in economia di tempo e risorse. Così nascono nuovi strumenti e modi per realizzare. E così le cose tanto usate vengono abbandonate per ricomparire in una vecchia cantina o nei mercatini, a ricordarci come eravamo. Nel caso della vecchia macchina da scrivere riportata nell'immagine di questo post, chi la utilizzava poteva osservare i martelletti che picchiavano sulla carta del rullo centrale e sentire lo schiocco che producevano. E quando un dito non centrava il tasto? Che dolore! 


L'evoluzione delle specie 
Il tempo corre veloce, anche quel vecchio orologio ce lo ricorda, e abbandona ciò che non riesce a tenere il passo. Questo non accade solo per le cose. Sappiamo bene che anche delle specie animali si sono estinte e altre sono in via di estinzione.

Le lingue estinte
Le lingue condividono lo stesso destino. Quelle che non vengono più parlate e scritte, sono condannate all’oblio. Capita che due popoli si incontrino e che le loro lingue a poco a poco si integrino e si trasformino diventando altro. Ma capita anche che piccole comunità entrino in gruppi sociali più grandi e piano piano, per potersi integrare, abbandonino sempre più i propri dialetti. E allora anche una lingua muore portando con sé un capitale di informazioni preziose (ho trovato interessante il saggio di D. Nettle e S. Romaine, 2001,Voci del silenzio, Carocci).

Le fabbriche abbandonate
Ho imparato poi che seguendo le evoluzioni dei bisogni, anche le imprese muoiono se non riescono ad adeguare velocemente prodotti, servizi e le modalità per realizzarli. Capita a tutti di incontrare nelle periferie delle città, ruderi di fabbriche abbandonate come "vecchie carcasse" di animali preistorici. Il pensiero va allora a tutte le persone che ci hanno lavorato, forse in condizioni di lavoro non sempre ottimali, ma hanno trascorso ampi pezzi di vita lì condividendo energia ed emozioni (per approfondire: M. Hannan J. Freeman, 1993, Ecologia organizzativa, Etaslibri).

Oggetti come tracce di vita

I vecchi oggetti ormai "estinti" appartenuti ad altri momenti della nostra vita possono ancora regalarci qualcosa di prezioso (ne ho parlato anche qui e qui). E allora, per non lasciare all'oblio un capitale che ci appartiene propongo una...

Piccola esercitazione

Prova a cercare in casa o nei tuoi ricordi tre vecchi oggetti che non usi più. Scegline uno - ma se ti diverte puoi utilizzarli tutti - prendi un foglio e lo strumento che utilizzi di solito per scrivere e annota tutto quanto quell’oggetto ti ricorda. Vedrai che torneranno alla mente delle persone e delle circostanze di vita appartenute al tuo passato che ti racconteranno molto anche di te.

 
Poi, se vorrai raccontare qui per noi il tuo oggetto del passato, probabilmente fornirà interessanti spunti per ricordare altro anche a tutti i lettori di questo blog
Grazie

sabato 20 febbraio 2016

Cos'è per te il Mare?


 


“A un tratto la sagoma di una balena irta di lance e di arpioni e coperta di corde aggrovigliate infranse del tutto la superficie delle acque, proiettando all’altezza  di una decina di metri un getto di vapore. «Avanti!» urlò il capitano Achab”.

 

Molti ricorderanno questa avvincente sequenza del celeberrimo romanzo del 1851, Moby Dick, di Herman Melville. La letteratura sul mare ci ha fornito molte storie, frutto della fantasia di un romanziere ma anche memoria di fatti realmente accaduti. E la realtà spesso ci sorprende. Alcune storie le abbiamo incontrate, altre le abbiamo scelte e hanno suscitato in noi meraviglia, quiete o paura.


Ognuno ha delle informazioni sul mare costituite da nozioni ed esperienze. Emozioni più o meno piacevoli collegate a un luogo, che subito riaffiorano alla mente quando ci portiamo lì con l’immaginazione.
Il mare di tutti
Fra queste informazioni, capitale di ognuno, c'è una parte socialmente condivisa fra coloro che appartengono alla stessa cultura legata a un territorio oppure a un periodo storico.  Pensate a Ulisse durante il suo viaggio di ritorno a Itaca! Tutt'altra cosa rispetto a quello che viveva Totò in costume zebrato nel compito di accompagnare le signore di inizio ‘900 a fare i “semicupi”, nel celeberrimo film il Turco napoletano del 1953.
Ma anche adesso per un esquimese il mare ha un significato diverso da quello che potrebbe avere ad esempio per un pescatore di perle. Così come un abitante di una città di mare ha una esperienza e una visione diverse da chi al mare ci va solo per vacanza. La percezione cambia anche a seconda della stagione o dell'età di chi lo vive.  
Il mare di ognuno
 
Però ognuno ha anche una storia personale e unica con il mare ed è quella la parte più pregiata del racconto alla scoperta di sé.
Propongo una...


Piccola esercitazione

I° parte

Adesso ti chiedo di indicare qui nei commenti e in poche parole "cos'è per te il mare". Fatti guidare dalla memoria dei tuoi sensi e quindi: cosa vedi, cosa ascolti, cosa tocchi, i profumi e, perché no, i sapori.

II° parte

Poi, se vorrai potrai prendere dei fogli bianchi - ma vanno bene anche a righe o quadretti -  lo strumento che utilizzi di solito per scrivere, cercare un momento e un luogo tranquilli e scrivere tutto quello che viene in mente sulla tua esperienza del mare, sin dalla prima volta che lo hai incontrato. Oppure potrai descrivere un evento particolare. Vedrai affiorare alla memoria anche circostante e persone che ti racconteranno molto di te.

Per una visione completa del metodo: (TALENTOnelTratto®)

 
Ed ecco i contributi dalla rete pubblicati nel post del 21.02.2016

Dalla pagina facebook

Vienna D’anselmo - È meraviglioso il mare...
È dove lasci tumulti e gioie, è spuma che ruba i ricordi alla sabbia... è felicità, freschezza e malinconia…
È salvezza il mare…è speranza...troppo spesso però è morte...onde miste a lacrime...
È eccessivo il mare...ma è sempre meraviglioso!
Sandra Gronchi - Il mare è gioia vera, divertimento, rinascita fisica e mentale, amicizia, lettura continua, scoperta e tant'altro...
Vincenzo de Pasquale - ... Infinito in movimento.
Gina Marcantonini- È un'eterna fonte di energia.
Un amico obiettivo ma anche lunatico che ti sbatte in faccia la realtà.
Una spugna che risucchia tutta la negatività per trasformarla in qualcosa di nuovo e straordinario
Lu’ Divara- Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama.
(Alessandro Baricco)

Salvo Rao- La profondità del mare nel suo punto più lontano, lì dove è un tutt'uno con l'orizzonte, ti sospinge verso l'infinito, le sue onde spumose cancellando le tue orme lasciate da poco ti ricordano la nostra precarietà.
Franco il Poeta Sorrentini - Il mare? io vado spesso a trovarlo, a volte sto in silenzio a volte gli parlo, gli dico sei grande ti vorrei abbracciare, sei la vita sei l'amore sei il mare, rispettiamolo lo stiamo uccidendo.
Roberta Atrebor Mannoni - ...è lo specchio del cielo! È un immenso grembo nel quale lasciarsi cullare. È l'infinito che inghiotte o salvifica...È un immenso cimitero dei nostri giorni
Carmelo Orlando - ...Cos'è per me il mare? ma sicuramente …Amore, Musica, Poesia!!!!
Silvano Buzzurro - Il mare per i miei occhi è come ossigeno per i miei polmoni.
Marina Balbi - Il mare: simbolo dell'inconscio collettivo.
Corrado Pani - È qualcosa di straordinario!!
Loredana Balducci- La pace, la serenità...... L'infinito
Nicola Roni - La mia vita...
Gabriele Cazzulini - Il vuoto da contemplare
Marco Loconte - Mmm...Bella domanda. Il Mare è uno dei 4 elementi…è acqua...come Terra…fuoco e aria è un elemento della Vita. È nota essenziale in scala reale nella musicalità della Vita dell'essere umano. Noi così piccoli innanzi ad ognuno dei singoli elementi…Noi così affascinati da Essi.
E del Mare…l’immensità e la varietà di Vita concentrata in Esso. Be’ lascia senza fiato ed ogni emozione dell'umano innanzi al Mare è a parer mio in vocabolario molto sintetica da poter descrivere a pieno rispetto alla Maestosa intensità di qualsiasi tipo d'emozione che si possa provare.
Il Mare…Lui crea…devasta e ricrea…lui in descrizione poetica d’entità…può esser ciò che vuole davanti alle nostre percezioni.
Da G+
Domenico Noè - Impossibile, davvero IMPOSSIBILE, sol pensare di farne un cenno, nelle strettoie di questo software! Necessita un mare di tempo, un mare di spazio, un mare di attenzioni.
Ad maiora! Grazie e cordialità
ornella lo prete - Domenico Noè, grazie a te per la partecipazione. Dunque è talmente grande da non poter trovare parole adatte per descriverlo se non collegate alla categoria dell'Infinito? Felice giornata a te ☺
Domenico Noè - No, no! cara Ornella. Il mare è finito. Noi, e tutte le nostre percezioni, siamo finiti: nel tempo, nello spazio, nella carica atomica, ecc. Forse neppure l'Universo è infinito...Infinito è soltanto Dio. Per definizione. "L'Amore che muove il Sole e l'altre stelle", per dirla con Dante.
Mi pare utile evidenziare, invece, che il mare è immenso. Io sono figlio della costa ionica della Sicilia, credo di poter affermare - tenendomi ben stretto all'umiltà - di sapere qualcosa del mare, di capire che, per conoscerlo, bisogna prima amarlo. L'Amore ci apre gli occhi della mente - come sappiamo - perciò avvertiamo, e poi comprendiamo la poesia del mare, sia dolce sia furente.
Quindi, come possiamo, in poche parole, definire l'immensità del mare? Ecco, da qui discende la necessità di tempo, e tutto il resto. Indubbiamente, sarebbe bello parlarne, cominciare a descriverlo, ma..., ma dovremmo vivere una realtà mista tra lavoro, vacanza e avventura, negli angoli di mare del mondo...
Al momento, al momento siamo imprigionati nelle nostre anguste realtà, le quali ci rimpiccioliscono...E, tra l'altro, ci impediscono di dialogare col mare, e fissare sulla carta le sue meraviglie. Così tanto offese, dagli umani, nei nostri grigi ultimi tempi!
Questo è il minimo che, qui, posso dirti...Comunque, ne son contento!
Grazie per avermi dato questa piccola possibilità!
Serena giornata per te!
ornella lo prete - Domenico Noè, mi è sembrato di stare lì a guardare il tuo mare, ascoltare le tue parole e riflettere con te. Grazie
Domenico Noè - Bello! Sinceramente Bello! Un Grazie immenso, ...circa come il mare!
Buon tutto, gentilissima Ornella!
Roberta Tosi - Il mare?  Per me è vita, ci vivo e non potrei farne a meno...alzarmi e vedere dal terrazzo di casa mia questa distesa immensa di acqua, mi infonde serenità.

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Grazie